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Il Lecce blocca la Roma di Mourinho in casa per 1-1 con un'altra prova convincente della stagione. Resta il rammarico del gol di Dybala arrivato su calcio di rigore, ma il pareggio ottenuto ieri pomeriggio deve lasciare tutti contenti. Il 4-3-3 disegnato da Baroni, sia che si tratti di pressare e di recuperare palla, o di anticipare i tentativi di contropiede, ha ingarbugliato i romanisti. In questo Lecce c'è più agonismo che tecnica, più corsa che ragionamento ma l'atteggiamento dei giallorossi salentini è stato sempre corretto: il gioco si allargava sovente sulle fasce, coinvolgendo Strefezza e Di Francesco, e il recupero palla alto mandava in affanno i romanisti che per forze di cose dovevano affidarsi alla giocata di Dybala o Pellegrini.

Dopo i tre punti di Cremona e quello di ieri contro la Roma è un Lecce in condizione, lo si può affermare tranquillamente. A differenza delle altre squadre, i giallorossi hanno potuto contare sul fatto che numericamente hanno prestato zero calciatori ai Mondiali, per cui la preparazione atletica durante la sosta, oltre che ad essere stata simile a quella del precampionato estivo, è stata fatta praticamente con tutti o quasi i giocatori a disposizione. Il lavoro paga sempre, poi se fatto con uno spirito allegro come emerge da ciò che si vede quando la squadra entra in campo è perfetto.

Godiamoci lo spettacolo di una squadra che ci fa divertire, viva il Lecce. Perché questi sono messaggi per gli allenatori che vedono il calcio dal punto di vista agonistico: il fatto che si stia ritornando a quel Lecce che piace alla gente deve essere un monito per tutti, ci vogliono i calciatori giusti e le idee: non è detto mica che devi svenarti, per costruire una squadra vincente.

La serie A si regge sui diritti tv. Il Lecce è il fanalino di coda del calcio italiano, se vorrà confermare la sua posizione nella massima serie dovrà proseguire con un unico elemento che è il lavoro, l’unica strada. Baroni, Corvino e Trinchera sono le persone adatte alla rivoluzione del progetto sportivo cominciato la scorsa stagione: serve correre, ma ci vogliono anche le idee da sviluppare in campo e fuori. Se poi, come accaduto a Lecce, si spende anche meno degli altri per essere lontani dal terz’ultimo posto, tanto meglio: vuol dire che è stata intrapresa la strada giusta, peraltro l’unica possibile.

Il Lecce può sognare, in questa serie A sta mostrando carattere anche contro squadre più titolate. Ora c’è l’Atalanta che non va sottovalutata, ma se i giallorossi mantengono la dinamicità e l’attenzione in fase difensiva ci sono tutti i presupposti per fare bene. La corsa continua e questo Lecce aggressivo sembra davvero avere fiato da vendere...

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