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Il calcio è un gioco di passione, di comunità e, a volte, di rinascita. Il Chievo Verona, oggi in Serie D ma un tempo orgoglioso rappresentante della Serie A italiana, ha affrontato la dura realtà del fallimento. Tuttavia, come l’araba fenice, è destinato a risorgere dalle proprie ceneri, guidato da un uomo che ha segnato la storia del club: Sergio Pellissier.

Pellissier, l’ex attaccante che ha incantato i tifosi con i suoi gol e la sua dedizione, ha ottenuto il marchio del vecchio club per la sua Clivense. Ma questo non è solo un ritorno, è una trasformazione. I colori storici del giallo e del blu lasceranno il posto al bianco e all’azzurro, simboli di un nuovo inizio e di un legame con l’attuale esperienza di Clivense.

In un’intervista rilasciata a ‘Calcio e Finanza’, Pellissier ha condiviso il percorso emotivo e finanziario che lo ha portato a diventare il proprietario del marchio. Con orgoglio, ha annunciato che i soci hanno deciso di adottare il nome Chievo Verona e i nuovi colori sociali, unendo così due anime: la storia e l’eredità.

Il sogno di Pellissier è chiaro e ambizioso: riportare il Chievo nei professionisti e farlo giocare nuovamente allo stadio Bentegodi. Nonostante le difficoltà e le complessità di questo obiettivo, la determinazione è palpabile. Il Chievo non è solo una squadra di calcio; è una comunità, una minoranza a Verona con un cuore grande, come dimostrato dal supporto al crowdfunding e dall’impegno nel rilevare il marchio.

Il Chievo Verona, con Pellissier alla guida, è pronto a scrivere un nuovo capitolo della sua storia. Una storia di passione, di lotta e di speranza, che ricorda a tutti che nel calcio, come nella vita, non è mai troppo tardi per iniziare di nuovo. 

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