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L'EDITORIALE

Lecce: suicidio di massa a Vicenza

Scritto da Marco Marini  | 

A Vicenza abbiamo visto di tutto, dalla partita vera nella quale il Lecce è passato più che meritatamente in vantaggio a quella farlocca, in cui l'esultanza dopo il gol di Strefezza diventa paradossalmente la chiave per il suicidio di massa che da lì a poco siamo stati costretti a vedere.

Andiamo con ordine: il Lecce gioca un primo tempo timido, nel quale non trova spazi perchè il Vicenza si chiude ermeticamente e costringe i giallorossi a giocare largo sulle fasce senza possibilità di servire Coda; nel secondo tempo entra in campo una squadra completamente rigenerata, probabilmente dalle parole di Baroni, che inizia a martellare gli avversari; il loro portiere compie qualche miracolo, Coda colpisce un palo, un altro paio di occasioni nitide sbagliate per un soffio ed il gol di Strefezza che sblocca il risultato. 

Lì è finita la partita, quella reale. Poi la sceneggiata: è accaduto che un petardo lanciato in campo abbia come fulminato il portiere del Vicenza che ha abbandonato il terreno di gioco in barella, che l'esultanza dei calciatori del Lecce abbia senza volerlo ribaltato i cartelloni pubblicitari colpendo un giovane raccattapalle, inoltre prima che il portiere uscisse dal terreno di gioco un altro giocatore del Vicenza, dopo essersi avvicinato al compagno, è crollato a terra a scoppio ritardato in mezzo all'area, anch'egli come fulminato dal petardo; mettiamoci anche uno stop di quindici minuti a causa della sceneggiata che ha creato un'atmosfera allucinante all'interno dello stadio.

Alla ripresa del gioco è iniziata un'altra partita, una sorta di far-west in seguito all'accaduto: il secondo portiere del Vicenza faceva finta di avere dolore alla spalla, Meggiorini trovava un rigore per un contrasto su un pallone innocuo, prima parato da Gabriel e poi fatto ribattere a causa di un'inezia, finchè nel marasma generale è arrivato il gol della vittoria. Partita finita.

Parlare di quello che è accaduto fino al minuto sessantotto ha un senso, perchè parliamo di calcio e di una squadra che avrebbe meritato la vittoria sul campo, il Lecce, mentre gli ultimi venti minuti sono stati giocati (si fa per dire) con la consapevolezza che forse il risultato ottenuto fino a quel momento, che avrebbe garantito la matematica Serie A, non potesse essere festeggiato in attesa di uno scontato ricorso da parte del Vicenza.

Che cosa potrebbe accadere ora? Bisogna fare dei netti distinguo: dal punto di vista prettamente tecnico Baroni avrà il compito di far resettare tutto ai ragazzi, farli tornare sul pezzo in pochissimi giorni, consapevoli che la partita contro il Pordenone dovrà essere giocata perfettamente perchè rappresenterà il culmine di una stagione. Poi, dal punto di vista disciplinare, Lecce rischia una multa e forse una diffida.

Al danno quindi potrebbe aggiungersi la beffa e la cosa più avvilente è che non ce la possiamo prendere con nessuno, solo con noi stessi. Venerdì sera i giallorossi affronteranno il Pordenone al Via del Mare, avranno ancora la possibilità di vincere da primi questo campionato di Serie B ma una cosa è certa: non sono più ammessi errori.


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