MALEH ORBITA LECCE?

Corvino: “Affari con la Fiorentina? Se ci sono tre condizioni si possono fare”

Scritto da Filippo Verri  | 

Il responsabile dell’area tecnica Pantaleo Corvino, è intervenuto durante la trasmissione "Viola amore mio" su Radio Firenzeviola. Le sue parole sono state riportate da firenzeviola.it:

600 partite in A 
"Sono orgoglioso di aver tagliato questo traguardo, sapendo di essere partito dalla terza categoria ed essere arrivato in Champions ed avere 600 partite in serie A, 58 in Europa, senza contare tutte le altre categorie, di cui 5 campionati di B di cui 4 vinti, c'è la lega Pro, l'Interregionale... credo siano migliaia di gare complessivamente ed è una specie di record. Se mi si chiede del mio vissuto devo mettere in evidenza quello che è stato, cioè 20 anni di serie A ma con altri 25 e passa in altre categorie".

Le tre gare più belle in viola? 
"Non sono preparato, vado a sensazioni. Come prima metterei la partita in viola con la Sampdoria che viaggiava ad alti livelli vinta 2-1, che coincideva con il mio primo acquisto rilevante, cioè Toni. Aver speso 10 milioni per un giocatore, quando non sei abituato, mi spaventarono e in quella partita ero molto spaventato. Mentre arrivava l'arbitro mi raccomandai a Luca e lui  i rispose: "Stai tranquillo, quest'anno ti faccio divertire" e in effetti con 31 gol ha mantenuto le promesse. 

Poi ricordo lo scetticismo per Osvaldo e dunque la gara a Torino, quando entrò e a pochi minuti dalla fine sullo 0-0 il suo gol ci portò in Champions. Quando Prandelli lo chiamò io lo tenni fermo per un attimo minacciandolo di cederlo se non avesse segnato. E alla fine ci fu un abbraccio collettivo con lui e Prandelli. Poi ricordo la gara con il Liverpool, quando andammo a vincere il girone, l'ho vissuta in panchina preso completamente dal gioco in uno stadio con quella tifoseria, tanto che spingevo Vargas "vai vai vai", gli dicevo poi si inserì Gilardino".

Che desiderio ha ancora da realizzare? 
"Il desiderio sportivo sarebbe quello di vedere il Lecce salvo perché ci abbiamo messo anima e corpo per ripartire e ricostruire. Sarebbe un altro miracolo dopo essere riusciti a tornare in serie A velocemente eh abbiamo la squadra più giovane e dal m onte ingaggi più basso. Viola in Europa? E' più facile questo, dopo fatto lo scorso anno e alla luce degli sforzi fatti. Ho espresso il desiderio del Lecce perché è più difficile da realizzare".

Un affare tra Fiorentina e Lecce ora? 
"Gli affari si fanno in tre nel calcio. Tra chi cede, chi acquista e la volontà del giocatore. Se ci sono le tre condizioni penso si possa realizzare".

Tra i ragazzi lasciati in dote alla Fiorentina qual è quello che può fare meglio? 
"Non ne sono rimasti tanti, i più noti, Bianco, Krastev, Sené e Pierozzi, hanno già creato molto interesse. Un nome che non è stato ancora fatto è quello di Mirko Elia, difensore centrale 2005: penso che possa diventare importante e arrivare in Serie A. Mi spiace averlo portato via da Lecce... (ride, ndr)".

Come riprenderà il campionato? 
"Sono preoccupato perché quando si ricomincia dopo due mesi non c'è una casistica per capire come ritornare a dove eri prima, infatti il Lecce era a pieno regime con buoni risultati. Le mie preoccupazioni credo siano quelle di altri dirigenti perché non c'è un trascorso per capire come bisogna lavorare".

Un ds deve alzarsi prima di tutti e andare a letto più tardi?
“Sono leggi di vita. Passo da scopritore di talenti? Mi inorgoglisce ma mi limita anche perché basta vedere quanti campionati ho vinto e vorrei essere ricordato anche per quello; sono comunque queste le due cose che mi inorgogliscono di più"

Terzo scudetto a Firenze? 
"La mia seconda stagione sul campo arrivammo terzi, ad un punto dal secondo posto, ma c'era una penalizzazione da pagare per quanto successo in passato ma in quell'anno ci arrivammo vicini insomma e se avessimo vinto a Messina saremmo stati sul secondo traguardo".

Plusvalenze fittizie? 
"Ognuno guarda in casa propria, il mio sforzo è stato sempre di non andare incontro a queste situazioni. Le mie plusvalenze sono sempre figlie di scelte, lavoro, programmazione e metodica non solo personale ma di società. Non credo che un club lo faccia di proposito ma magari prova ad alterare per rimediare ad una programmazione sbagliata"

Cosa si aspetta dal Lecce? 
"Il mio desiderio è di vedere il Lecce salvo, sarà difficilissimo perché gli 8 punti che abbiamo non mi lasciano tranquillo anche perché non sappiamo cosa aspettarci dopo una pausa di due mesi

Come è andato l'addio a Firenze? 
"Sono stato dieci anni a Firenze e mi sono sempre sentito orgoglioso. Ognuno la storia può raccontarla secondo il proprio punto di vista ma senza alterare la verità. A me nessuno mi ha cacciato da Firenze. Quando ho saputo del cambio di proprietà ho parlato con Barone dicendo che non era giusto restare visto che ero visto come uomo di un'altra proprietà. Ovviamente un addio comporta una trattativa, non ho preso tutto quello che dovevo ma era giusto così. Da libero potevo andare in club medio alti ma ho preferito ridare qualcosa al mio territorio e chiudere la carriera qua. Questo è il mio ultimo volo e spero di rimanere nell'Olimpo, viste le 600 partite in A. A quota mille? Mi sento un cavallo di razza e quelli muoiono sempre in pista".