L’EDITORIALE

Il Lecce vince contro la Lazio, ammutolisce i cori razzisti e irride la spocchia avversaria

Scritto da Marco Marini  | 

UM-TI'-TI'! UM-TI'-TI'! UM-TI'-TI'!

Così si è conclusa la sfida tra Lecce e Lazio al Via del Mare, con tutto lo stadio che scandiva a squarciagola il nome del francese, visibilmente commosso.

Il Lecce ha vinto contro la Lazio, meritatamente, dopo un primo tempo giocato sottotono nel quale sono stati i biancocelesti a dettare i ritmi sul rettangolo verde e sono anche passati in vantaggio. I salentini hanno annaspato, cercavano di tenere la posizione ma non riuscivano ad incidere perchè sempre fuori tempo nei tentativi di pressione e le rare volte che riuscivano a recuperare il pallone erano immediatamente preda dei laziali che invece riuscivano a portare il pressing con continuità raddoppiando facilmente le marcature su Strefezza, Banda e Colombo; così la squadra ha spesso girato a vuoto e la tecnica degli uomini di Sarri ha preso il predominio della gara.

Tutti malino i giallorossi, a parte Umtiti e Gonzalez, gli altri commettevano errori pacchiani.

Poi nella ripresa c'è stata la svolta: Baroni nello spogliatoio ha detto ai ragazzi di iniziare a pressare sin nell'area di rigore avversaria, di farlo con foga; l'ingresso di Di Francesco (entrato con il sangue agli occhi) al posto di un frastornato Banda ha dato la scossa; la Lazio, per merito del Lecce, non è più riuscita a mantenere i ritmi infernali tenuti nei primi 45 minuti. L'uno-due siglato da Strefezza e Colombo ha mandato K.O. gli uomini di Sarri che non sono più stati capaci di recuperare la partita. Nonostante il vantaggio acquisito il Lecce ha continuato a pressare con grande dedizione e determinazione, sostenuto da un Umtiti mostruoso, galvanizzato dai cori ostili e razzisti provenienti dal settore laziale e supportato da un intero stadio che scandiva il suo nome.

Baroni ha messo in campo, con il solito 4-3-3, la stessa formazione che aveva vinto le ultime due gare; Gendrey, Baschiritto, Umtiti e Gallo a difesa di Falcone; Blin, Hjulmand e Gonzalez a supporto degli avanti Strefezza, Colombo e Banda; quest'ultimo al posto di Di Francesco che in settimana aveva accusato qualche problema fisico. C'è anche da dire che con Blin in campo il Lecce ha conseguito tre vittorie consecutive, questo è bene sottolinearlo perchè il francese, anche alla luce dei nuovi arrivi, ha dimostrato di essere un titolare a tutti gli effetti ed un calciatore su cui si può puntare ad occhi chiusi. Ora è arrivato anche Maleh, ragazzo molto forte sul quale il Lecce ha scommesso tanto, con caratteristiche da mezz'ala (box to box) e servirà per rinforzare sia qualitativamente che numericamente la batteria dei centrocampisti. Si gioca praticamente ogni tre giorni e ci sarà bisogno di tutti.

Guardare ora la classifica può far venire le vertigini, il Lecce ha incrementato il suo vantaggio sulla terz'ultima ed ha superato di slancio formazioni accreditate. La regola resta sempre la stessa: mai “specchiarsi”.

Il campionato è ancora tremendamente lungo e già la prossima domenica alle 15.00 contro lo Spezia sarà uno scontro diretto nel quale non bisogna lasciare punti per non perdere mai di vista l'obiettivo stagionale per il quale si suda e lavora.