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Battere la Juventus in campionato rappresenta un evento. Il Lecce, nella sua lunga storia, ci è riuscito solo in 4 occasioni: 3 in casa ed una in trasferta, in quell’indimenticabile 25 aprile 2004 con Delio Rossi in panchina.

Risultato? Sempre lo stesso

Quando il Lecce batte la Juventus al Via Del Mare lo fa sempre con il risultato di 2 a 0. È accaduto nella stagione 1988-1989, in quella 1999-2000 ed in quella 2010-2011. Le squadre di Mazzone, Cavasin e De Canio hanno schiantato i bianconeri riuscendo anche a tenere la porta inviolata, nonostante dall’altra parte ci fossero campioni assoluti, capaci di segnare con una sola giocata. 

Stagione 1988-1989

Rivedere le immagini di quella partita genera sensazioni contrastanti. Da una parte felicità assoluta, con uno stadio pieno, colorato, giallorosso e due gol, siglati da due miti assoluti come Moriero e Pasculli, a sugellare un successo meritato e mai in discussione. Dall’altra l’immagine di un indemoniato Carletto Mazzone, storico mister che non c’è più e che tanto ha dato a questa maglia ed a questi colori. Il Lecce di D’Aversa dovrà entrare con la stessa furia agonistica del Lecce di Mazzone. Solo così potrà provare a scrivere un’altra pagina di storia. Quella volta in campo, oltre ai due marcatori, c’erano Terraneo, Miggiano, Baroni, Vanoli, Righetti, Garzya, Barbas, Paciocco e Nobile.

Stagione 1999-2000

Chi scrive aveva appena 4 anni quel giorno, eppure ha ricordi nitidi di quella partita. Soprattutto dell’urlo del Via Del Mare al pallonetto di Conticchio. Che soddisfazione quella volta, contro campioni assoluti, alla quarta giornata di campionato. Lo stadio era un inferno, una bolgia, fin dalla capocciata di Lima che ha portato avanti il Lecce e permesso alla partita di stapparsi. Poi sofferenza, preghiere ma anche coraggio. Lo stesso che servirà domani per provare a battere una corazzata che qualche punto debole ce l’ha, basta scavare bene. Questo che vi stiamo raccontando era il Lecce di Chimenti; della linea difensiva composta da Juarez, Viali, Savino e Balleri; del centrocampo dei sogni Conticchio, Lima, Piangerelli, e dell’attacco Sesa a supporto di Lucarelli. Indimenticabile lo stupore al palo di Colonnello e la gioia al pallonetto del Sindaco Conticchio, come le facce dei tanti salentini con le maglie bianconere, tornati a casa contenti solo di aver visto i loro idoli uscire sconfitti da uno stadio travolgente. 

Stagione 2010-2011

La Juventus viveva una fase difficile della sua storia ma era pur sempre una squadra forte e complicata da battere. Il Lecce di De Canio, invece, era formazione quadrata, che faceva dell’organizzazione di gioco la sua arma. Davanti a Rosati, agivano Donati, Ferrario, Fabiano e Brivio; sugli esterni Munari e Mesbah svolgevano un lavoro incredibile con Grossmuller, Bertolacci e Vives a supporto dell’unica punta Di Michele. La partita ha preso una piega inaspettata fin da subito, con l’espulsione di Buffon al dodicesimo per un tocco con la mano fuori area. Lì la Juventus ha smesso di giocare ed è salito in cattedra il Lecce. È finita 2 a 0 ma il risultato avrebbe potuto assumere contorni molto più pesanti. Tantissime occasioni fallite dai giallorossi ed una rovesciata di Chevanton terminata a lato di pochissimo che, se fosse finita in porta, avrebbe fatto venire giù il Via Del Mare.

La squadra giallorossa intorno ad Abisso

Di quel famoso 3 a 4 al Delle Alpi, invece, preferiamo non parlare oggi. Concentriamoci sulle imprese casalinghe, su quelle sfide che ci hanno fatto tornare a casa felici e soddisfatti di tifare per la squadra della nostra terra. Il Lecce domani avrà al suo fianco il suo popolo, la sua gente, il suo territorio. E dovrà giocare una partita coraggiosa per il suo popolo, per la sua gente, per il suo territorio. Battere la Juventus si può, lo abbiamo già fatto. 

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