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L'EDITORIALE

È la Serie A, la “voglia” non può bastare

Scritto da Marco Marini  | 

Paradossalmente sono proprio i due fuori ruolo, Blin e Baschirotto, adattati a difensori centrali, a confermarsi in positivo, dopo l'Inter anche con il Sassuolo, oltre al solito Hjulmand, alle scorribande di un Ceesay sfortunato ma tutto cuore ed all'ottimo Falcone. Per gli altri alti e bassi, per alcuni più bassi. Pensiamo a coloro che dovrebbero garantire qualità alla manovra, a Di Francesco, a Bistrovic ma anche a Strefezza che ha disputato un'ottima partita ma solo per un tempo, poi non è riuscito a dare continuità alle sue giocate scomparendo pian piano dal terreno di gioco. Gli altri due neanche per un tempo. Nel mezzo ci sono Gonzales (meglio degli altri finchè ha avuto fiato), Banda, Colombo (pochissimi minuti per lui), Gendrey e Gallo ma anche Helgason, per tutti loro una prestazione che ha inciso pochissimo sulle sorti della gara. Non giudicabili gli altri.  

Da qui si evidenzia una discrepanza nella partita, con una prima frazione di gioco che ha visto il Lecce rendersi molto pericoloso in almeno tre occasioni ma subire di più il gioco del Sassuolo, una seconda in cui i giallorossi hanno avuto il possesso della palla, qualche buona occasione sprecata per un soffio ma non sono mai riusciti a tirare in porta.
Quella che non è mai mancata agli uomini di Baroni è stata la voglia di raggiungere il risultato di pareggio, ma si poteva fare di più dopo la prodezza di Berardi, realizzata con uno  dei pochissimi tiri indirizzati dalle parti di Falcone.

Mancano dieci giorni alla fine del mercato, gli addetti ai lavori dopo due partite di campionato sanno perfettamente cosa manchi per completare la rosa, solo che mentre la partita contro l'Inter ha dato alcune indicazioni, questa di Sassuolo ne ha date delle altre. Il paradosso, l'abbiamo detto prima, è che i sostituti dei difensori centrali siano stati ancora i migliori in campo. Mentre negli altri reparti, più o meno coperti, le prestazioni non siano state sempre all'altezza delle aspettative. Ci aspettiamo almeno quattro colpi importanti in quest'ultimo periodo, calciatori in grado di regalare serenità, esperienza ed anche stazza all'organico guidato da Baroni. Servono atleti che siano in condizione di essere protagonisti per lasciare ai giovani talentuosi il tempo di poter incidere senza avere il peso del mondo sulle spalle. E' sott'inteso che la serie A sia un campionato molto più complicato della B ed è ovvio che una matricola come il Lecce abbia la necessità di assestarsi, certo sarebbe meglio farlo con qualche giocatore già pronto.

Per una volta proviamo a “suggerire” all'area tecnica quello che secondo noi manca alla squadra alla luce di queste ultime due partite: almeno un difensore centrale di comprovata esperienza (due sarebbe il massimo); una mezz'ala che abbia il cambio di passo e sappia servire gli avanti; un'ala che possa alternarsi con Strefezza senza che la squadra ne risenta. Poi bisogna vedere quanto tempo ci impiegherà Frabotta a trovare la migliore condizione, perchè se la tempistica dovesse essere lunga si dovrà intervenire anche lì. È impensabile chiedere all'esordiente Gallo di tirare la carretta in ogni partita a questi livelli.
Il gruppo ha dato ancora una volta l'idea di crederci ciecamente e questo non può passare in secondo piano, il merito va a Marco Baroni che è riuscito a trasferire la sua idea di gioco (aggressione e ripartenze veloci) ai ragazzi. Probabilmente l'ottimo lavoro che sta facendo il tecnico non può bastare, ma siamo sicuri che i vertici dell'U.S. Lecce lo sappiano perfettamente.


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