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Quantità e qualità: l’importanza di Majer nel Lecce di Baroni

Scritto da Filippo Verri  | 
foto di Giulio Paliaga

Zan Majer è uno dei veterani della rosa del Lecce.

Il centrocampista sloveno, arrivato nel Salento del gennaio 2019, ha vissuto sia i grandi successi che le delusioni recenti dei salentini.

Tassello fondamentale per la promozione in massima serie, in A si è confermato e solo gli infortuni non gli hanno permesso di mantenere alta l'asticella durante tutta la stagione.

In seguito alla retrocessione il classe 1992 ha inizialmente faticato ad archiviare la delusione, ma nella seconda parte del campionato è tornato il Majer che i tifosi leccesi avevano apprezzato nelle annate precedenti.

Un calciatore abile in fase difensiva e generoso in avanti, dedito al sacrificio: le caratteristiche del moderno centrocampista box-to-box.

Per questo motivo il tecnico Baroni lo ha messo al centro del proprio progetto ed è davvero difficile togliere il posto allo sloveno quando è al top della forma.

Col tecnico toscano Majer si è scoperto un abile assist-man sui calci piazzati, mettendo in rete per due volte Tuia dalla bandierina, prima col Parma in Coppa Italia e poi con l'Alessandria in campionato; fattore da non sottovalutare, dato che i gol su palla inattiva sono mancati al Lecce la scorsa stagione.

Un calciatore prezioso dentro e fuori dal campo. Alla quarta stagione nel Salento Majer è un senatore della squadra ed è noto il suo peso nello spogliatoio giallorosso. 

Nel calcio moderno è diventato raro trovare dei professionisti che dopo delle delusioni sono pronti a ripartire nella stessa squadra con l'entusiasmo di sempre.

Majer è un'eccezione, ed il Lecce se lo tiene stretto.