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L’ANALISI

È un Lecce fuori serie, ma consuma troppa benzina

Scritto da Marco Marini  | 

La chiave di lettura della mancata forma atletica nelle ultime due partite disputate dal Lecce , ad Ascoli e contro il Perugia in casa, potrebbe essere il calo di condizione di due/tre calciatori, per motivi diversi. Partiamo dalla considerazione che all"interno di una squadra ci sono giocatori che coprono una porzione di campo maggiore rispetto ad altri ed anche a velocità diversa, nel caso che vi sottoponiamo maggiore, per caratteristiche individuali e ruolo ricoperto

Abbiamo visto come intorno al 65'/70' delle due gare il Lecce abbia accusato una certa stanchezza. Andiamo per gradi: i giallorossi attaccano prevalentemente sulle fasce e quando le catene sia di destra che di sinistra funzionano la squadra riesce ad essere intensa, ad aggredire mantenendo le distanze tra i reparti. L'idea di calcio che ha Baroni insomma, sicuramente dispendiosa in termini fisici. Questo al netto degli errori tecnici sotto porta che sono imputabili al singolo e non alla condizione. Nella seconda frazione cosa accade? Che due elementi che danno di più sotto il profilo dinamico, ma anche tecnico, hanno un calo e parliamo principalmente di Barreca e Strefezza, senza che questo appaia come un atto d'accusa. Quando la flessione coinvolge il terzino accade che DI Mariano inizi a  "bilanciare" le incursioni offensive del compagno arretrando il suo raggio d'azione. Chiaramente facendo questo la distanza che poi deve ricoprire in avanti diventa più ampia, stancante ed a lungo andare su quella fascia assistiamo a Barreca che attacca e non torna ed a Di Mariano che per coprirlo in fase difensiva non riesce piu ad attaccare.

Dall'altra parte Gendrey riesce a gestirsi meglio ma la mole di lavoro che svolge Strefezza è massacrante, perché torna sempre ad aiutare in fase di non possesso, a volte fino all'area di rigore, poi scatta ripetutamente in avanti e questo alla lunga gli sottrae energie preziose. Parliamo di tre scattisti, non passisti, giocatori che fanno delle accelerazioni la loro arma vincente. Di questi deficit ne paga le conseguenze in termini di tenuta tutta la squadra, Coda in particolar modo che non ha più palloni giocabili ed anche lui deve allontanarsi dall'area di rigore avversaria. 

Probabilmente per preservare Di Mariano andrebbe sostituito Barreca e non lui, mentre quando cala Strefezza tra Paganini, Olivieri e lo stesso Rodriguez le scelte non mancherebbero.