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L'INTERVISTA

"Ho portato il Lecce in Lituania", così un salentino all'estero

Scritto da Andrea Sperti  | 

La storia che vi vogliamo raccontare oggi parte da lontano ed arriva fino al Salento, da dove in realtà è partita. Qualche giorno fa ci ha contattato un tifoso, ci ha inviato video e foto di suo figlio, spiegandoci che vivono in Lituania ma che sono innamorati persi del nostro Lecce.

Andrea Zappa è nato a Lecce ma nel 2004 si è trasferito in Lituania insieme a Piero Buttazzo, un suo carissimo amico. I due dovevano restare qualche giorno a Vilnius per questioni lavorative ed, invece, da lì non sono più voluti andare via. 

Hanno vissuto la loro vita, intrapreso nuove avventure ma sempre con il Lecce nel cuore, senza mai dimenticare la squadra che rappresenta la loro terra e tutto il Salento. 

Ecco di seguito la nostra intervista ad Andrea Zappa, tifoso giallorosso e padre di Leon

Come mai hai scelto di vivere in Lituania?

“Sono nato a Lecce, sono in Lituania dal 2004, arrivato per caso grazie al mio amico Piero Buttazzo. Per gioco mi proposero di cantare in lingua lituana e per una decina d’anni mi sono fatto conoscere abbastanza in ambito televisivo. Il mio amico ha aperto una discoteca che si chiama “SalentoDisco” ed accanto c’è una vineria, che gestiamo insieme, nella quale vediamo la partita. Nella vineria abbiamo vini salentini e nostrani. Il giorno in cui siamo arrivati in Lituania il Lecce ha vinto 3 a 0 contro il Palermo, riuscendo a conquistare la promozione in Serie A. Quella sera avevamo un’esibizione e chiedevamo ad amici di mandarci le novità, eravamo venuti per una tournée musicale. Noi il Lecce lo abbiamo dentro al sangue e lo abbiamo sempre seguito in tutti i modi. Il sogno è quello di fondare un Lecce club qui ma per adesso siamo solo in 2. Potrebbe essere il più piccolo della storia”.

Avete portato la passione per il Lecce anche in Lituania? Siete riusciti a coinvolgere anche i vostri amici del posto? 

"Seguiamo sempre il Lecce, nella vineria vediamo la partita con l’audio a tutto volume. Di solito c’è la musica di sottofondo ma quando gioca il Lecce c’è solo il commentatore che parla. I nostri amici hanno imparato a capire cosa significhi tifare questa squadra e vengono a fare il tifo insieme a noi. Abbiamo spiegato loro la nostra storia, il fatto che siamo piccoli ma fieri ed abbiamo avvicinato in tanti al nostro Lecce. Per festeggiare la promozione dello scorso anno abbiamo tenuto aperto il nostro locale fino a notte, facendo un grande brindisi con i nostri clienti”.

I lituani conoscono Lecce? Conoscono anche l’Unione Sportiva Lecce?  

"Alcuni nostri amici lituani sono amanti del videogioco Pes, ma giocano ad una vecchia edizione nella quale Chevanton veste ancora la maglia del Lecce. Fanno dei tornei, ai quali io ho preso anche parte, utilizzando le piccole squadre del campionato italiano ed i giallorossi sono molto richiesti”.

Nonostante tuo figlio sia nato in Lituania sei riuscito a farlo innamorare dei colori giallorossi? 

"Mio figlio è nato in Lituania ma ha doppia cittadinanza. Io ho sempre spinto per il calcio, sin da piccolo, anche se qui lo sport più popolare è il basket. L’escalation del suo amore per il Lecce lo abbiamo avuto dalla promozione in Serie A dell’anno scorso, da quel momento è scattata una scintilla, lui ha seguito tutto il calciomercato e quando ha saputo di Umtiti non stava più nella pelle.

Ho deciso di portarlo allo stadio, abbiamo visto le prime due partire di questa stagione con Inter ed Empoli. L’ho portato al mare ed a conoscere il suo Salento. Lui mi ha chiesto di comprargli Fifa e usa solo il Lecce e adesso vede tutte le partite insieme a noi. Si è iscritto anche alla scuola calcio ed usa sempre la maglia giallorossa.

Abbiamo in progetto di venire per la partita con la Lazio al rientro dopo la sosta. Il suo sogno è quello di incontrare i suoi idoli dal vivo. Umtiti, Hjulmand e Falcone, che definisce più forte di Donnarumma”.