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Serie A, la Figc ha introdotto l'indice di liquidità: ecco chi sarà in difficoltà

Scritto da Andrea Sperti  | 

Come riportato dall’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, la Federcalcio ha deciso di introdurre l’indice di liquidità come come parametro obbligatorio per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie A.

Stiamo parlando di un parametro estremamente tecnico, che si calcola tenendo conto del rapporto fra attività e passività correnti, necessario per dimostrare che un club ha la capacità di rispettare gli impegni presi. 

Secondo quanto riportato da IlFattoQuotidiano, almeno 6-7 squadre, fra le quali le due genovesi, comunque in lotta per la salvezza, e la Lazio di Claudio Lotito, rischiano grosso con questo nuovo parametro, che in realtà esiste già da qualche anno. 

Prima, in ogni caso, la sanzione inflitta a chi non lo rispettava riguardava lo stop al calciomercato, mentre adesso la Federcalcio ha voluto trasformarlo in un requisito iscrittivo al torneo.

In molte società hanno chiesto di rimandare il discorso di un anno o quantomeno di abbassare l’indice allo 0.4 con rivalutazione totale del parco giocatori. Il presidente Gravina, però, ha voluto mantenere lo 0.5, il che significa che ogni società dovrà avere in cassa almeno la metà rispetto all’ammontare dei debiti. L’unica concessione permessa riguarda la possibilità di ammettere nel calcolo i “preaccordi” di cessione: considerato che il mercato apre il primo luglio e l’indice viene misurato al 30 giugno, le società potranno comunque far valere i trasferimenti già concordati.

Lo scopo di questo parametro è semplice: assicurarsi che ogni club abbia le risorse per finire la stagione ed evitare rischi come in passato. Ovviamente le squadre a rischio dovrebbero tutte riuscire a cavarsela entro la prossima stagione e nessuna di questa rischia la mancata iscrizione al preossimo campionato. Tutt’al più i club coinvolti dovranno ripianare con degli aumenti di capitale o cedere qualche pezzo pregiato

Adesso si attende una risposta da parte dei presidenti, dato che alcuni hanno già minacciato di bloccare i contributi alla Serie B ed alla Serie C, una conseguenza che porterebbe alla morte del sistema calcio italiano. 


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