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Gendrey: "Lecce è un altro mondo, i tifosi mi fermano per strada e..."

Scritto da Filippo Verri  | 

Valentin Gendrey, terzino del Lecce, ha parlato ai microfoni di SoFoot.com. A seguire, le sue dichiarazioni:

"Abbiamo un grande attacco. Coda è infortunato e ci mancherà molto. 
Ha fatto 22 gol l'anno scorso, era capocannoniere del campionato! Lui, può restare a secco per una o due partite, è sempre calmo. Sul bus di ritorno è rilassato, sapendo che può segnare due gol nella prossima partita.

Il Lecce? Per me è stata un'occasione da non perdere. All'Amiens ho giocato tante partite come difensore centrale e quando ho saputo che il Lecce mi aveva scelto come terzino non ho esitato. Ero preoccupato all'idea di andare all'estero, perché parlavo solo francese. Ma il Lecce è un altro mondo. 
Quando ero in Francia non conoscevo affatto la Serie B, la sto scoprendo settimana dopo settimana. Sentivo la differenza climatica già nei primi allenamenti, perché sono arrivato a Lecce ad agosto, c'erano 40 gradi. In Francia, generalmente, dopo la partita di sabato, si ha un giorno di riposo, poi si riprende tranquillamente il lunedì. Non c'è giorno libero qui.

Per me è cambiato tutto rispetto a quando ero con la mia ragazza in Francia. Mi cucinava troppo bene, quando tornavo a casa dall'allenamento avevo dei piatti pazzeschi. 
Qui, quando torno a casa, devo fare tutto... Anche parlare è difficile.

Per quanto riguarda la tattica e l'intensità dell'allenamento, non c'entra niente con la Francia. Ci sono azioni in cui riesco a recuperare la palla ma sento l'allenatore che mi dice che devo essere tre metri più a sinistra o a destra. La Ligue 2 è più fisica.

Fortunatamente Alexis Blin è arrivato con me a Lecce quest'estate. Se la cava con l'inglese, mi ha aiutato molto. È come una grande famiglia qui. Anche se non parlavo la lingua, tutti sono venuti da me per aiutarmi. C'è anche Arturo Calabresi, che gioca nel mio stesso ruolo, che mi ha aiutato tanto. Dato che giocava ad Amiens, parlava un po' di francese.

Se mi avessero detto che avrei giocato così tanto quando sarei arrivato qui, non ci avrei creduto! 
I tifosi qui sono troppo caldi! Ti fermano per strada, ti dicono: "Dobbiamo tornare in Serie A, ragazzi! 
Per strada mi fermano bambini e vecchiette!!