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Si scrive tuttocampista, si legge Alexis Blin

Scritto da Andrea Sperti  | 

Al terzo minuto di Lecce-Milan la partita è cambiata. Di Francesco ha sfruttato un’indecisione di Tomori, si è liberato sulla fascia ed ha messo un invitante cross al centro. Colombo ha sfiorato la sfera mentre Blin e Theo Hernandez sono arrivati insieme sul pallone. Il primo ha allungato il piedone ma è stato anticipato dal suo connazionale, che ha così realizzato il più classico degli autogol.

Quell’episodio ha svoltato la gara e dato grande consapevolezza ai giallorossi ma soprattutto alla mezz’ala francese che, da quel momento in poi, non ha più sbagliato una giocata.

Il primo tempo del centrocampo giallorosso è stato praticamente perfetto. Blin ha randellato come al solito, Hjulmand lo ha aiutato in fase di interdizione, dimostrando una crescita significativa anche per quanto riguarda l’impostazione, e Gonzalez ha giocato forse la migliore prima frazione da quando è a Lecce. Ricordiamo che lo spagnolo 5 mesi fa non aveva mai disputato una gara tra i professionisti mentre ieri è sembrato un veterano, abile nelle due fasi e sicuro con il pallone tra i piedi.

Blin ha toccato 53 palloni, con una percentuale di precisione passaggi dell’80%. Ha vinto 6 contrasti su 9, tutti nella prima frazione, compiendo anche 3 salvataggii e 3 intercetti, con soli 2 falli commessi in tutti e 96’ minuti giocati.

Baroni ha trovato l’equilibrio giusto inserendo Alexis da mezz’ala. Lo scorso anno, nella seconda parte di stagione, è accaduta la stessa cosa ed il Lecce è riuscito a conquistare la promozione in A senza troppi patemi, subendo poco e costruendo tanto. Blin, in ogni caso, non ha pagato lo scotto del cambio di categoria ed, anzi, pare maturato, più consapevole della sua qualità.

Adesso, per completare questo percorso di crescita, servirebbe un gol. Ieri ci è andato vicino e siamo sicuri sia solo questione di tempo. Il francese merita una gioia personale dopo tutto il lavoro che compie in ogni partita per questa squadra.