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L’impressione è che il Lecce sia una macchina di buona cilindrata che però non ha ancora buttato giù tutti i cavalli a sua disposizione. Alla fine della partita con l’Empoli arriva un pari che va accolto con soddisfazione, se non altro perché il rischio di uscire dal campo a mani vuote, in termini di punti, è stato più che concreto. 

È mancata probabilmente un po’ di consapevolezza nei propri mezzi, che è fondamentale per esprimere al meglio tutto il proprio potenziale. Troppa frenesia nelle giocate, poca ricerca del fraseggio e tanti palloni persi con dei lanci nel vuoto. Il vero Lecce si è solo intravisto nella difficile trasferta toscana, al cospetto di un avversario che aveva disperato bisogno di punti. I due gol, che hanno fissato il risultato sull’1-1, alla fine sono stati frutto di due episodi. Un infortunio del portiere avversario nel caso del gol di Banda e una pazzesca carambola nel caso dell’autogol di Rafia. Poi è salito in cattedra Wladimiro, o meglio “Wladimuro” Falcone, che ha parato tutto il parabile e ha permesso al Lecce di portare a casa un punto prezioso per come si erano messe le cose. Si contano almeno tre o quattro interventi decisivi del portierone giallorosso che ormai è una vera e propria certezza, non solo per la squadra salentina ma nell’intera serie A. 

Wladimiro Falcone

E guai a considerare il Lecce “fortunato” in quanto salvato da Falcone. Fino a prova contraria il portiere è uno degli undici giocatori in campo e le parate non sono fortuna, ma gesti tecnici da valorizzare al pari di un gol realizzato da un attaccante. E se è vero come è vero che un bravo portiere a fine stagione ti porta quei punti che fanno la differenza fra un obiettivo centrato e un obiettivo mancato, dobbiamo conseguentemente dire, con tutta l’evidenza del caso, che a Empoli il miracoloso Falcone ha messo un piccolo mattoncino nella corsa salvezza che tornerà certamente molto utile.

Tornando al Lecce, è vero che la vittoria manca da settembre (dieci partite per l’esattezza) e che a tratti si è vista un’involuzione nel gioco, ma bisogna anche sottolineare come la squadra, nonostante tutto, sia dura a morire. È vero che i giallorossi fanno fatica a vincere ma è vero, d’altro canto, che non perdono molto facilmente. Tre delle quattro sconfitte in campionato sono arrivate con Juventus, Napoli e Roma, ovvero squadre che militano nella parte alta della classifica, mentre la quarta è arrivata con il Torino, che comunque punta a chiudere il campionato nella parte sinistra della classifica. Per il momento, negli scontri diretti, il Lecce ha tenuto un percorso soddisfacente. Vittorie in casa contro Salernitana e Genoa, pareggi in trasferta contro Udinese, Verona e Empoli. Ora arriva il Frosinone in casa e quella di sabato sarà l’ultima partita dell’anno al “Via del Mare”. Una vittoria sarebbe l’ideale per sfatare fastidiosi tabù e per salutare un 2023 ricco di soddisfazioni il Lecce in serie A. 

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