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In una fase della stagione in cui le parole spesso servono a mascherare le intenzioni, Pantaleo Corvino ha scelto una strada diversa. Nella conferenza stampa in vista del mercato di riparazione, il responsabile dell’area tecnica del Lecce è apparso insolitamente chiaro, diretto, quasi didascalico. Nessun messaggio criptico, nessuna promessa a effetto: solo la fotografia di una situazione che il club conosce bene e che non intende travestire da altro.

Pantaleo Corvino

Il concetto di fondo è semplice quanto scomodo: il Lecce non può comprare certezze (attaccanti da 15 gol o esterni con vizietto della rete per intenderci). Non per mancanza di ambizione, ma per limiti strutturali. Il mercato di gennaio, per una realtà come quella salentina, non è terreno fertile per colpi risolutivi, ma al massimo spazio per operazioni mirate, spesso rischiose. E quando le risorse economiche sono ridotte, anche il margine di errore diventa minimo.

Continuità

Da qui nasce una scelta di continuità. Se si dovesse intervenire, lo si farà senza stravolgere l’organico, evitando di togliere spazio e fiducia a quei calciatori che hanno già alle spalle mesi di lavoro, adattamento e conoscenza del contesto. Inserire nuovi profili, soprattutto scommesse e non cercezze, significherebbe alterare equilibri già fragili, rallentare processi e aumentare l’incertezza. Meglio, allora, puntare su chi conosce l’ambiente e ha già metabolizzato le difficoltà della Serie A.

Il messaggio di Corvino è anche una presa di responsabilità. Le scommesse sono state fatte in estate, e su quelle si costruisce il presente e il futuro immediato del Lecce. Non ci saranno scorciatoie, né interventi dettati dall’ansia o dalla pressione del momento. Se il percorso dovesse portare alla salvezza, sarà la conferma di una strategia coerente. Se invece dovesse arrivare la retrocessione, sarà un fallimento sportivo, senza attenuanti, ma al tempo stesso senza fare troppi drammi.

Onestà

Ma è proprio qui che emerge l’aspetto forse più apprezzabile del discorso: l’onestà. Nessuna narrazione autoassolutoria, nessun tentativo di abbassare l’asticella degli obiettivi. Solo la consapevolezza dei propri limiti e la volontà di affrontarli a viso aperto e con onestà nei confronti della piazza giallorossa. In un calcio spesso dominato dalle parole, Corvino ha scelto la strada dei fatti e della chiarezza. Una posizione che può dividere, ma che ha il merito di non prendere in giro nessuno.

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