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Guillermo Giacomazzi è stato intervistato da Sportitalia.

Il figlio Sebastian gioca nel Lecce

Di mio figlio emozionano un'infinità di cose, non solamente vederlo giocare a calcio. Non solo assolutamente uno di quei genitori che ha il fanatismo di voler spingere il proprio figlio a fare la carriera da calciatore. Ha seguito questa passione e mi piace vederlo giocare dato che ho fatto anche io quel percorso. Proprio per questo però so anche io quanto sia difficile, dura. Provo semplicemente a trasmettergli quello che dovrebbe accompagnare un calciatore: il divertimento, il rispetto, i veri valori. Se poi diventerà un professionista, gli auguro di farcela perché vedo cha ha questa grande passione. Però dipenderà da tanti fattori. Sa quanto sia difficile anche per chi ha un grande talento. Gli dico di godersi il percorso.

Sulla filosofia di Zeman

Zeman

Già dagli anni del Foggia aveva questa filosofia. Qualcosina ha cambiato, se non altro perché è cambiato il calcio. Lui dal punto di vista offensivo è stato un maestro. Tante cose oggi le vedi in tanti allenatori che provano ad essere più spregiudicati e meno catenacciari rispetto agli standard del calcio italiano. Lui aveva il suo modo di vedere il calcio, la sua filosofia. Poi, oltre a tutto il suo pensiero, non nascondo una cosa… che qualche limite dal punto di vista difensivo lo aveva. A livello concettuale, ti chiedeva delle cose a livello tattico che erano un controsenso alla logica. Ma era il suo modo di fare il calcio.

Il Lecce sta facendo bene

Vivo a Lecce e vedo calcio a tutte le ore. Vedendo i giallorossi, dico che stanno facendo un ottimo campionato. Hanno iniziato molto bene, anche con un pizzico di fortuna ottenendo risultati importanti che gli hanno permesso di giocare poi con meno pressione e provando a fare la propria partita. Una squadra equilibrata, che gioca con grandissima intensità. Ha dei giocatori molto interessanti, con tante scelte: ha due giocatori per ruolo.

E Ramadani?

Viene paragonato molto a Hjulmand. Io lo vedo un po' diverso: si prende più rischi nel possesso. Ha dimostrato fin dalla prima amichevole di avere grande personalità. E' un Nazionale e si vede: nell'impatto con la Serie A sembrava giocare qui da 3-4 anni. Un giocatore che ha dato tanto, mantiene equilibrio nella squadra. Il Lecce tende ad essere molto verticale quindi a volte Pongracic penso sia quello che tocca più palloni, dato che davanti ci sono giocatori che vanno spediti.

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Gonzalez: "Voglio giocare tanto, i giovani devono avere spazio. Nel Lecce..."