Corvino: "Scommesse per scommesse puntiamo su chi c'è già. Tiago Gabriel? Rifiutate offerte importanti"
La conferenza stampa del responsabile dell'area tecnica con il focus sul mercato
Il responsabile dell'area tecnica Pantaleo Corvino interviene ai microfoni della sala stampa dello stadio “Via del Mare” per fare il punto all'inizio del calciomercato invernale.
La premesse
Da oggi si apre il mercato invernale, vogliamo dare delle linee guida. Il campionato di Serie A, per chi lotta per la salvezza, è sempre più complicato. Di anno in anno ci sono cambiamenti. Rimanere un club sostenibile, cercando di patrimonializzare quanto più possibile, è sempre più complicato. Quello che possiamo fare noi è importante, ma dobbiamo anche tenere conto di quello che possono fare gli altri. Tu puoi fare tanto, ma se gli altri possono fare tantissimo allora quello che fai tu può sembrare poco. Partiamo da queste considerazioni, in termini di monte ingaggi e di compravendite.
Le difficoltà del mercato
Dalla Serie B arrivano proprietà molto ricche, con fondi alle spalle, che possono praticare un modello di calcio diverso dal nostro. Il mercato invernale è più complicato rispetto a quello estivo. A gennaio è difficile trovare certezze. I club non si privano di calciatori che stanno giocando, oppure li cedono a condizioni abbordabili solo per pochissimi club. Chi non sta giocando non è una certezza, devi andare a prendere sempre delle scommesse. Per questo il mercato di gennaio ti porta a rischiare ancora di più, perché rischi di alterare il gruppo che hai già creato, con le sue dinamiche tecniche e tattiche. Club come il Lecce e tanti altri non possono permettersi di andare a comprare delle certezze.
La rosa
E' importante consolidare le certezze, per noi è già un impegno mantenere le certezze che abbiamo. La nostra difesa per sei volte non ha subito gol, significa che è un reparto di livello per la lotta salvezza. A centrocampo abbiamo tre nazionali, Ramadani, Coulibaly e Berisha. Andare a migliorare questi due reparti è impossibile, in base al discorso che abbiamo fatto prima sulle certezze. Sul reparto offensivo, quando una squadra non vince si dice che manca sempre l'attaccante. Fanno fatica a segnare attaccanti pagati 30 milioni, in Italia è complicato fare gol. Lo scorso anno anche con Krstovic si diceva che bisognava comprare l'attaccante. Vorremmo anche noi delle certezze, ma è difficile farlo.
L'attacco
Le nostre scelte sono tutte delle scommesse, non può essere diversamente. Se dobbiamo scommettere su altro preferiamo scommettere su chi abbiamo, perché conoscono già le dinamiche della squadra. Ci teniamo i nostri che conoscono i meccanismi dell'allenatore e dopo sei mesi di lavoro possono ancora andare a migliorare. Poi con molta onestà diciamo che se a fine stagione qualche reparto sarà venuto meno vorrà dire che avremo perso la scommessa. Ma noi continuiamo ad avere fiducia sulle nostre scelte.
Le uscite
Noi prendiamo dei calciatori che non sono affermati. Quelli affermati per noi sono irraggiungibili economicamente. Prendiamo calciatori in cui intravediamo potenzialità che possono diventare qualità. Se i diretti interessati pensano di non potersi affermare qui possono farlo non rimanendo qui, altrimenti rischiano di rimanere potenzialità inespresse. Non c'è nulla di male se c'è qualche giocatore che approfitta del mercato invernale per poter andare via, non sono bocciature. Chi davanti a sé nelle gerarchie vede qualcuno che pensa insuperabile può chiedere di andare via e noi teniamo conto della richieste. Abbiamo fatto 16 punti in 16 partite. Siamo al quarto anno di Serie A. Noi seguiamo la nostra strada, poi non sempre si riesce a raggiungere il proprio obiettivo. Con molta onestà dobbiamo dire che la lotta oggi è sempre più impari. Ma noi comunque non ci arrendiamo, lavoriamo sempre notte e giorno e continueremo a farlo durante questo mercato.
Ancora sull'attacco
Se uno guarda i numeri pensa si possa migliorare perché non stiamo facendo molti gol. Ma come si fa a smettere di avere fiducia in Pierotti che lo scorso anno ha fatto quattro gol e oggi non ne ha fatto nessuno? E' difficile trovare giocatori che diano certezze, più forti di quelli che abbiamo. Abbiamo puntato su due attaccanti, Stulic e Camarda, prendere delle certezze al loro posto per noi è impossibile. Vogliamo avere fiducia nelle nostre scelte, in quanto scommesse. Ma sono tutte scommesse, saranno scommesse anche quelle che arriveranno a gennaio. Faremo dei movimenti su chi ci ha chiesto di andare via. Se Kouassi gioca poco è giusto che possa chiedere di andare via. Lo stesso vale per tutti. Lecce non è un punto di arrivo per un giovane, è un'opportunità per tutti e tutti la colgono. In attacco abbiamo fiducia negli elementi che abbiamo. Scommessa per scommessa continuiamo a puntare su chi abbiamo.
I giocatori in scadenza
Abbiamo un'opzione di rinnovo per Gallo, Ramadani e Banda e la eserciteremo per prolungare il contratto. Samooja ha già rinnovato. A Helgason abbiamo fatto una proposta importante, che non è stata però accolta.
Rimpiazzi per le uscite?
Sì, con alternative. Si parla di riparazione ed è difficile andare a riparare sui nostri titolari.
Tiago Gabriel
Sì, più club si sono fatti avanti, italiani e stranieri. Nell'interesse nostro e del ragazzo abbiamo declinato offerte importantissime.
Pierret ai margini del progetto?
Non parlerei in questi termini, il problema è che si gioca in undici. Pierret può legittimamente scegliere di andare a giocare altrove, perché in questo momento l'allenatore gli sta preferendo Ramadani, ma non è ai margini.
Arriva un vice-Berisha?
Con il Pisa abbiamo vinto anche senza di lui, con Kaba al suo posto, magari con caratteristiche un po' diverse. In rosa abbiamo giocatori all'altezza della situazione. Ritrovarsi con un alter ego di Berisha e con Kaba sarebbe difficile in termini di gestione. Ci sforziamo sempre di vedere quello che il mercato può offrire a gennaio.
Cessioni a titolo definitivo o prestiti?
Vediamo cosa riserverà il mercato e ci regoleremo di conseguenza. Se facciamo come fanno gli altri rischiamo di scomparire. E' una Serie A difficile, con proprietà ricchissime. Noi non possiamo fare quello che fanno gli altri, noi diamo continuità al nostro modello, basato su responsabilità e patrimonializzazione.
Il tifoso può sperare in una scommessa vincente?
Diamo il massimo nel lavoro e nella programmazione. Chi lo avrebbe mai detto che a gennaio sarebbe arrivata gente come Hjulmand? Le certezze sono sempre i nomi, ma noi possiamo permetterceli solo in determinate circostanze. Non è bello per il tifoso sentire parlare di scommesse, ma noi usiamo termini che corrispondono alla nostra realtà. Se non lo facessimo non saremmo leali con i nostri tifosi.





