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0 punti in tasca e un viaggio di ritorno per i 3400 tifosi giallorossi parso più lungo del solito. Roma dal Salento non è poi così lontana ma dopo i due gol subiti nel recupero la strada non era facile da affrontare.

Vogliamo parlare di quello che ci ha lasciato la partita di ieri, un match che poteva svoltare il nostro campionato e che invece ci ha inondato di amarezza e frustrazione per 3 punti che non sono arrivati per inesperienza e disattenzione.

Ruolo per ruolo cercheremo di analizzare la gara, a mente fredda per evitare di commettere errori di valutazione.

Lecce, la prestazione della difesa 

Wladimiro Falcone ha parato il sesto rigore della sua carriera. Lo ha fatto rimanendo al centro della porta e respingendo la conclusione di Lukaku, attaccante che fino ad ora non ne aveva mai sbagliato un penalty. Si è arreso ai due gol, ma prima di quel momento aveva compiuto interventi provvidenziali che gli sono valsi anche i complimenti da parte di Mourinho.

Baschirotto e Pongracic, dal canto loro, hanno annullato o quasi le potenzialità offensive della Roma, mentre l’ingresso di Touba non è stato positivo. Dorgu, Gendrey e Gallo hanno disputato partite sufficienti o quasi, con il 2004 che è parso il più in affanno dei 3.

Lecce, la prestazione del centrocampo

Kaba è tornato e si vede. Ha sbagliato il controllo che spalanca le porte del 2 a 1 alla Roma ma gioca una gara di sostanza e quantità, aiutando Ramadani nella fase di non possesso. Il centrocampista albanese, dal canto suo, ha collezionato un’altra grande partita, meritando un 6.5 pieno in pagella. Rafia e Gonzalez, infine hanno disputato una buona sfida, senza sussulti ma anche senza sbavature. 

Lecce, la prestazione dell’attacco

Krstovic ha lottato e Banda ed Almqvist si sono resi pericolosi ogni qual volta i giallorossi sono riusciti a trovare gli spazi giusti. Strefezza e Piccoli, invece, non hanno inciso ed il brasiliano ha anche sprecato la palla gol del 2 a 0 a pochi minuti dalla fine. Nell’occasione, in ogni caso, tirando ha compiuto la scelta giusta, dato che il suo compagno di reparto in quel momento era in fuorigioco e quindi non poteva essere servito.

D’Aversa ha avuto il merito di preparare con intelligenza la partita. Il Lecce avrebbe meritato di vincere o quantomeno di non perdere. Il calcio è spietato ma concede sempre un’altra possibilità: ora toccherà al Lecce coglierla quanto prima e dimenticare subito questa batosta. 

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