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SALA STAMPA

Baroni: "Ho visto una grande crescita, prendo questo pareggio come una vittoria"

Scritto da Pierpaolo Verri  | 
foto di Giulio Paliaga

Il tecnico Marco Baroni ha parlato in conferenza stampa al termine di Lecce-Perugia. Di seguito le sue dichiarazioni. 

"È stata una partita comandata sempre dall’inizio alla fine, contro una squadra non facile da affrontare che gioca l’uno contro uno, hanno spezzettato il gioco. Abbiamo giocato un primo tempo stratosferico. Queste sono partite delicate, se le sblocchi le porti in fondo e magari dilaghi. Il Perugia ha badato più a rompere che a costruire. I tre cambi in attacco? Volevo dare fiducia. A Brescia possono anche partire tutti titolari. Li ho buttati dentro, mi sono piaciuti come sono entrati. I giocatori devono giocare per crescere. Le abbiamo provate tutte. Siamo stati bravi anche nella rifinitura, abbiamo creato delle situazioni pericolose. Avevo studiato il Perugia, non l’ho mai visto in difficoltà come oggi. Abbiamo tolto loro i punti di riferimento e non sono riusciti neanche a fare la pressione che fanno di solito. In queste gare per essere perfetti serve il gol e non siamo riusciti a trovarlo. Dal punto di vista del gioco è stata una delle nostre migliori prestazioni contro un buon avversario. Abbiamo giocato un primo tempo perfetto. È mancato il gol, se avessimo trovato il gol ci sarebbe stata un’altra partita, avremmo avuto più spazi. Sono molto contento, siamo stati bravi nella transizione e nella riconquista immediata del pallone. Ho visto una grande crescita della squadra, prendo questo pareggio come una vittoria. Cosa ho detto all’arbitro? Ci sono ragazzi che non possono alzarsi e sbraitare, una panchina non può stare continuamente ad alzarsi. Abbiamo segnalato semplicemente questo. Barreca? Deve solo tenere la iena nella testa per tornare a essere il giocatore che era. Se ha la pappa come ce l’aveva ultimamente allora non serve a nessuno. A fine partita ho visto i giocatori sfiniti, vedere questo per me è importante perché significa che abbiamo dato tutto. Siamo un gruppo giovane e dobbiamo salire tutti insieme, ciascuno con i suoi step. Per i nostri ritmi è impossibile giocare con 11/12 giocatori. Ci devono essere delle staffette. Il punto d’arrivo per me adesso non è la classifica, è importante adesso che la squadra cresca. Per questo devo dare fiducia ai ragazzi. Vorrei che non ci fossero titolari ma che ci siano delle staffette, un po’ come nell’atletica, dove chi ha dato tutto passa il testimone al compagno".