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Baroni: "Le assenze non devono essere un alibi, il nostro atteggiamento non cambierà"

Scritto da Pierpaolo Verri  | 

Il tecnico Marco Baroni ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Lecce-Cosenza. Di seguito le sue dichiarazioni.

“Il mio secondo e un preparatore non sono stati bene come alcuni giocatori ma a loro è già passato. Lucioni è recuperato al 90%, vedremo domani ma dovrebbe essere recuperato pienamente. Questa mattina presto il dottore mi ha informato di quattro giocatori che non stavano bene a cui poi se ne sono aggiunti altri due. In queste situazioni si fa di necessità virtù. Dal nostro punto di vista non deve cambiare nulla, non dobbiamo trovare alibi. I ricambi ci sono, lavoriamo in settimana ed è giusto che alcuni giocatori abbiano la possibilità di dimostrare la loro crescita. Il Cosenza? Non è una sorpresa, ha iniziato con tantissime difficoltà ma i giocatori insieme all'allenatore hanno trovato forza e compattezza per fare questo campionato. Sarà una delle partite più difficili per noi, non solo perché l'avversario si chiuderà. Quando le squadra vanno sottopalla bisogna lavorare bene sui movimenti, sulla dinamicità e sulle giocate individuali. Anche le palle inattive sono un punto importante. Partite di questo tipo le troveremo spesso. Listkowski? Si sta allenando in questo momento da esterno, penso di metterlo in campo in quella posizione. Il giocatore sta crescendo e si sta un po' ripulendo, è un giocatore che ama ricevere il pallone mentre noi vogliamo servirlo nel movimento. Gori? Lo conosco bene, ha giocato con mio figlio. Anche Caso, è cresciuto con mio figlio nel settore giovanile della Fiorentina. Non mi sorprende che stiano facendo bene, sono ragazzi di qualità. Al di là delle individualità è il collettivo che ha trovato compattezza. Quando incontri queste squadre bisogna essere bravi, ci vorrà pazienza. La classifica la guardo, si lavora per fare punti d'altronde. Io so che attraverso la prestazione arrivano i risultati. Inanellare una serie di prestazioni, vedere margini di crescita è qualcosa sulla quale presto grande attenzione. Non faccio mai le cose istintivamente, ciò che faccio nasce da uno studio che faccio. Quando ho forzato alcune situazioni l'ho fatto perché volevo dare un segnale. Rimane sempre il punto della crescita, io aspetto ma poi spetta al giocatore determinare. Ora siamo alla terza partita, arriva dopo sfide giocate a ritmi importanti. Per fare il calcio che vogliamo fare c'è dispendio di energie e ci sarà ancora di più la necessità di testare qualcuno che ha giocato meno”.