La Serie A vuole acquistare il Fantacalcio: ecco cosa cambia
La Lega Serie A è pronta a presentare un offerta monstre per acquisire il Fantacalcio: ma cosa cambia per noi giocatori?
Ormai non è più solo un gioco, ma una vera e propria industria nazionale. L’interesse della Lega Serie A per l’acquisizione del Fantacalcio rappresenta uno dei segnali più chiari della trasformazione del calcio italiano in prodotto sempre più orientato al digitale e ai numeri, nonché ai tifosi. Sul tavolo c’è un’operazione che, secondo le stime, potrebbe raggiungere un valore complessivo vicino ai 40 milioni di euro, con l’ipotesi di acquisire una quota di controllo della società “Quadronica”, che gestisce la principale piattaforma del settore.
Dati e numeri
Dal punto di vista economico, il Fantacalcio è oggi una realtà solida. Conta oltre 6 milioni di utenti registrati e circa 3 milioni di giocatori attivi, numeri che lo rendono uno dei principali strumenti di marketing finanziario legato alla Serie A. Un pubblico fidelizzato che interagisce settimanalmente con dati, statistiche e contenuti, generando valore ben oltre i 90 minuti della partita.
È proprio da qui che prende vita la logica dell’investimento. Per la Lega, integrare direttamente il Fantacalcio significherebbe gestire internamente una piattaforma capace di produrre propri dati e statistiche, aumentare il tempo di utilizzo dei tifosi nell’ecosistema ufficiale e migliorare l’offerta di degli sponsor di livello, già a stretto contatto con l'applicazione (Mc Donald, Eni, Panini, ecc.).
In altre parole, trasformare una passione in un vero e proprio business per raggiungere i livelli dei principali campionati europei.
Secondo alcune ricostruzioni, l’acquisizione di una quota di maggioranza (51%) potrebbe attestarsi intorno ai 20 milioni di euro. Un investimento significativo, ma coerente con una visione che vede nel digitale e nei contenuti interattivi una delle poche aree di crescita reale per il calcio italiano.
Non del tutto in discesa
Esistono non poche resistenze. All’interno della Lega, non tutti sono convinti che l’operazione sia priva di rischi: c’è chi teme che una gestione troppo istituzionale possa ridurre l’autenticità del Fantacalcio, snaturando un fenomeno nato dal basso e cresciuto grazie alla sua indipendenza.
Eppure, al di là dei bilanci e delle valutazioni finanziarie, resta un dato difficilmente misurabile: il Fantacalcio è parte integrante dell’esperienza del tifoso. È il motivo per cui si guarda una partita che altrimenti passerebbe inosservata, è motivo di discussione dal lunedì mattina al venerdì sera, è il legame emotivo che tiene il calcio vivo anche quando il risultato della propria squadra ti abbatte emotivamente.
Se davvero la Serie A deciderà di investire sul Fantacalcio, la sfida sarà questa: trasformarlo in un business senza perdere la sua anima. Perché i numeri contano, ma il calcio, anche quello immaginato, resta prima di tutto una questione di passione.



