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Capita ancora oggi, a ormai 48 ore di distanza dalla partita, di imbattersi in commenti colmi di sdegno per la prestazione del Lecce contro l'Udinese. Pareri che sono veicolati, come sempre accade, dall'eccezionale cassa di risonanza dei social. Commenti davanti ai quali, pur volendo cercare di isolarsi dalla tradizionale bagarre delle piazze virtuali, è talvolta impossibile restare indifferenti. 

Nessun caso

Qui sembra di essere davanti a uno di quei classici film polizieschi, nei quali il detective, dopo essersi scervellato nel percorrere qualsiasi ipotesi investigativa, anche la più fantasiosa, si accorge che la soluzione del caso è sempre stata davanti ai suoi occhi ed era, in fondo, la via più semplice da percorrere. Si tratta di un parallelismo estremizzato, anche perché in Lecce-Udinese non c'è nessun caso, benché qualcuno voglia forse far credere il contrario. 

Baschirotto Lucca Udinese

Le critiche

La tesi dell'accusa che porta la squadra giallorossa direttamente sul banco degli imputati vede la compagine salentina colpevole di non aver onorato il campionato, di aver perso lo stile, di aver fatto il biscotto, di aver avuto un atteggiamento imbarazzante, di aver offeso i tifosi, di aver fatto un torto a tutte le altre formazioni che lottano per la salvezza (come se non bastasse la difficoltà del salvare sé stessi, bisogna ora anche sobbarcarsi l'onere delle salvezze altrui). 

Tutte espressioni che virgolettiamo perché effettivamente sono state scritte su più post riguardanti la partita. Si fa fatica, onestamente, a star dietro alla più sfrenata dietrologia, al voler pensare male a tutti i costi per una sconfitta. Una delle 15, peraltro, che il Lecce ha incassato in campionato, come se fosse un inedito vedere i giallorossi capitolare davanti a una squadra che, banalmente, gioca meglio. Le tesi del complotto si sono sprecate, a partire da quella che affonda le radici in Lecce-Udinese dello scorso anno, quando la squadra di Baroni, alla disperata ricerca di punti salvezza, vinse 1-0 contro i friulani che non avevano più nulla da chiedere in campionato. Dimenticando, evidentemente, i clamorosi interventi salva-risultato di Falcone, che sbarrarono la strada all'Udinese che appariva tutt'altro che un avversario arrendevole. 

Blin e Gendrey

Motivazioni differenti

Lungi dal volersi sprecare in discorsi di vario tipo, il risultato di Lecce-Udinese di lunedì scorso ha una sola motivazione: una squadra ha giocato con più convinzione dell'altra. Nella specie, a metterci più intensità è stata la squadra con l'acqua alla gola, che aveva necessariamente bisogno di ottenere punti in chiave salvezza, che arrivava al “Via del Mare” per giocare una finale, la partita più importante del campionato. 

Dall'altra parte, invece, il Lecce è apparso fisiologicamente più scarico, evidentemente un po' appagato dopo aver raggiunto l'aritmetica salvezza meno di 48 ore prima. Con tanto di brindisi, spumanti stappati, caroselli improvvisati in Piazza Mazzini assieme ai tifosi, il tutto a tarda ora nella serata antecedente alla rifinitura della partita. Improvvisamente tutti sembrano essersi dimenticati del clima di grande e repentina festa che ha caratterizzato le (poche) ore che hanno separato la consapevolezza dell'aritmetica salvezza dalla partita con l'Udinese. Accade a chiunque, a tutti i livelli, essere più scarichi dopo aver tagliato un traguardo. 

Lo scorso sabato, in Bundesliga, il Borussia Dortmund ha perso 3-0 sul campo del Mainz. Il Borussia era sicuro della qualificazione alla prossima Champions League e veniva dalla scia dei festeggiamento per il raggiungimento della finalissima di Champions contro il Real Madrid. Il Mainz, invece, vincendo contro il più quotato avversario, ha potuto risollevarsi abbandonando la zona retrocessione. Le motivazioni, insomma, fanno la differenza, a tutti i livelli, in tutte le latitudini del mondo. Checché se ne dica. 

La prestazione

Avremmo voluto vedere un Lecce più gagliardo? Certo. Bisogna gettare la croce addosso alla squadra per non aver giocato la migliore partita del campionato? Assolutamente no. Ma d'altronde, rivedendo la partita scevri da preconcetti, non si può certo dire che il Lecce, pur giocando male, abbia spianato la strada all'Udinese. 

Purtroppo, fin troppo spesso, si finisce per misurare le partite sulla base del risultato, senza guardare fino in fondo le prestazioni e senza valutare quanto siano determinanti gli eventi, che molto spesso sono figli della casualità e sfuggono al controllo della squadra. Ecco, a parità di prestazione, se il tiro di Pierotti nel frangente finale di gara fosse entrato in rete e la partita fosse finita 1-1 si sarebbe assistito alla medesima levata di scudi? E' lecito dubitarlo, eppure la prestazione sarebbe stata la stessa.

L'avversario

Aggiungiamo poi un altro aspetto, o meglio, lo ribadiamo. A calcio si gioca con gli avversari. Il Lecce, per sua natura, trattandosi di squadra che lotta per non retrocedere, per conquistare punti contro chiunque (e sottolineiamo chiunque) ha bisogno di giocare ogni partita al 100%. E pur giocando al 100% non può essere certa di portare a casa il risultato. Contro l'Udinese è bastato venire leggermente meno rispetto al reale potenziale per andare in sofferenza contro una squadra che forse molti stanno sottovalutando. 

Non era scritto da nessuna parte che contro i friulani dovesse essere una partita facile, anzi. Giova forse rinfrescare la memoria e ricordare che non più di due settimane fa la squadra di Cannavaro ha pareggiato 1-1 sul campo del Bologna (oggi qualificato aritmeticamente in Champions, ma all'epoca dei fatti ancora bisognoso di punti in chiave europea), dopo essere stata a lungo in vantaggio, colpendo anche un clamoroso palo all'ultimo minuto. Insomma, perdere è brutto, ma non è uno scandalo. E lo sottolineiamo ancora: perdere è brutto, non è piaciuto certamente ai giocatori del Lecce, alla società, allo stesso Gotti, tutti avrebbero voluto regalare un successo ai 28 mila in festa del “Via del Mare”. 

Ma se non è accaduto è perché c'è stata, ribadiamolo, una squadra che ha giocato con più convinzione rispetto all'altra. 

Nessuna polemica

Le polemiche, ingenerose e infruttuose, non devono far dimenticare che negli ultimi giorni qui a Lecce si è assistito al compimento di una impresa straordinaria come la seconda salvezza consecutiva in Serie A. Perdersi in congetture figlie della dietrologia spicciola appare davvero un esercizio inutile di fronte a una società che non ha eguali in termini di correttezza e rispetto degli avversari. 

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Lecce, manca soltanto un gol

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