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L’EDITORIALE

I giallorossi nuovamente primi: sono i più forti? No, i più bravi.

Scritto da Marco Marini  | 

Il Lecce, dopo la vittoria ottenuta a Monza conquista altri tre punti, stavolta in casa contro l'Ascoli e vola in vetta al campionato di serie B.

Il merito di questa posizione in classifica, anche se provvisoria, è sicuramente del tecnico giallorosso ed anche della rosa che ha a disposizione, composta da buoni calciatori senza dubbio, ma soprattutto da ottimi uomini e professionisti.

Merito di Marco Baroni perchè la sua idea di gioco è vincente, così come è suo il pregio di essere riuscito a comunicarla ai ragazzi, i quali la applicano con successo sul prato verde.

Merito della società e di chi ha costruito con sagacia la squadra (Pantaleo Corvino e Stefano Trinchera), permettendo così al tecnico di contare su una rosa che vanta alternative in ogni ruolo e, avvicendando gli atleti, può assorbire con tranquillità le tante partite ravvicinate.

Contro i marchigiani il tecnico mischia un po' le carte: fa fronte alla squalifica dello squalificato Lucioni spostando Calabresi centrale insieme a Tuia, Gendrey esterno basso a destra e Barreca a sinistra; Hjulmand perno centrale del centrocampo è coadiuvato da Helgason e Gargiulo, mentre davanti per la prima volta in campo dall'inizio Rodriguez ala sinistra e Ragusa destra a supportare Massimo Coda.

L'Ascoli è una brutta gatta da pelare, vince spesso in trasferta (è la seconda squadra ad aver realizzato più punti) ed ha in organico elementi di assoluta qualità per la categoria. L'inizio è di studio, con il Lecce che tenta di sorprendere la retroguardia ospite, mentre gli uomini di Sottil si difendono con ordine e quando possono contrattaccano con buona qualità di manovra. Nessuno però ha fatto i conti con il redivivo gioiellino giallorosso, Pablo Rodriguez, ormai completamente ristabilito e che non vede l'ora di dimostrare a tutti quanto vale. Lo spagnolo tocca pochissimi palloni, si prodiga in scatti e controscatti finchè Ragusa non vede il suo movimento in profondità, lo serve con il contagiri permettendogli di bruciare in velocità il suo marcatore; l'attaccante giallorosso non si fa pregare: palla ad incrociare, angolatissima, che il portiere avversario può solo sfiorare. Gol del vantaggio. Il Lecce acquisisce sempre più sicurezza e sfiora altre segnature, finchè nella seconda frazione, prima Rodriguez, poi Coda, poi ancora Rodriguez non continuano a tirare forte sui guantoni del portiere ascolano; la cosa che non ti aspetti è l'assist di Rodriguez che invece di tirare l'ennesima botta, assiste Coda che di tacco sigla il due a zero. Sembrerebbe chiusa la partita, con l'Ascoli incapace di reagire se non con traversoni sbilenchi che cercano costantemente di diventare tiri imparabili, ma Gabriel dimostra di essere sempre sul pezzo. Il Lecce ha l'occasione clamorosa di portarsi sul 3-0 con Ragusa, bravo a farsi tutto il campo in contropiede, meno  a non tirare decentemente, oppure a non servire Coda tutto solo al centro dell'area. Da quel momento la partita cambia, complici anche le sostituzioni ordinate da Baroni: ci stava sicuramente quella di Ragusa con Strefezza, ma non quella di Listkowski al posto di Rodriguez; il siciliano era stanco ed andava sostituito, lo spagnolo no, non lo era.

Queste sono le classiche sostituzioni studiate a tavolino dal tecnico giallorosso, minutaggio compreso, che purtroppo quasi mai portano gli effetti sperati. Ed infatti il Lecce ha perso progressivamente di incisività, si è schiacciato all'indietro ed ha preso il gol da parte dell'Ascoli rischiando concretamente di subire il raddoppio. Sottil, allenatore vecchio stampo, ha immesso sul terreno di gioco attaccanti, senza soluzione di continuità ed il Lecce non riusciva più ad uscire dalla propria metà campo. Baroni ha cercato di metterci una pezza ed oltre a sostituire uno stravolto Tuia (poteva farlo prima) ed un ammonito Helgason (anche questa una sostituzione da fare al posto di almeno una delle prime due) decide di cambiare sistema di gioco, si mangia un cambio facendo uscire Listkowski subentrato a Rodriguez da pochi minuti, adattando Blin al centro della difesa, passando al 3-5-2 e chiudendo tutti i varchi ai bianconeri. Mossa azzeccata questa che se fatta in anticipo, probabilmente, avrebbe evitato inutili sofferenza alla formazione giallorossa ed ai suoi tifosi.

Il rigore trasformato da Coda, grazie alla generosità di un altro redivivo (Bjorkegren), ha rimesso la partita sui giusti binari proprio in pieno recupero.

Vittoria nel complesso meritata quella dei giallorossi che poteva essere ottenuta con più accortezza, meno frenesia e senza sostituzioni già scritte.

Le partite ravvicinate continuano e sono tutte tostissime, il Lecce però ha dimostrato grande capacità di reazione dopo la sconfitta ad opera del Cittadella, oltre alla disponibilità encomiabile di alcuni atleti che forse meriterebbero più spazio. Pensiamo proprio a Blin e Bjorkegren, sempre disponibili e che entrano in partita, anche se per pochi minuti, come se stessero giocando una finale. Grande esempio di professionalità ed attaccamento. La vicenda di Calabresi dovrebbe essere d'insegnamento: relegato in panchina per quasi tutto il girone di andata sta dimostrando non solo di essere un calciatore forte e meritevole di giocare di più, ma anche un trascinatore che non si risparmia mai e, contro l'Ascoli, un ottimo capitano.

La rosa che ha Baroni non sarà la più forte del torneo, ma attualmente è la più brava, la classifica, seppur cortissima nelle prime posizioni, lo dimostra.


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