Il Lecce è la squadra più simpatica della Serie A: regalano biscotti ovunque
Dopo lo 0-2 dei giallorossi spuntano accuse social di partita “venduta”: ma i fatti raccontano altro.
Ogni volta che una squadra sfavorita dal pronostico vince, in Italia scatta un riflesso quasi automatico: se non doveva vincere, allora qualcuno gliel’ha regalata. È accaduto anche dopo Cagliari-Lecce, con diversi tifosi – molti di area Fiorentina – che sui social hanno parlato di “biscotto”.
Un’accusa grave, ma soprattutto illogica.
Il Cagliari, con quella sconfitta, ha complicato la propria corsa salvezza. Dov’è il vantaggio? Dov’è la convenienza? È difficile trovare una spiegazione razionale a un presunto accordo che danneggia una delle due parti in causa. La verità è molto più semplice e, probabilmene, meno suggestiva: il Lecce è una squadra che fa giocare male gli avversari. Non è un’opinione, è una costante di questo campionato.
Chi affronta i giallorossi raramente esprime il proprio potenziale. Succede perché il Lecce sporca le linee di passaggio, accorcia, raddoppia, toglie ritmo. Non concede spazi puliti. Non permette giocate semplici. L’avversario dà la sensazione di essere arrendevole, ma in realtà è come se fosse intrappolato nelle sabbie mobili. Non è un caso isolato. Juventus e Milan hanno faticato. L’Inter, la squadra che segna più di tutte in Serie A, ha vinto solo 1-0, trovando il gol con fatica.
Seguendo questa logica, il Lecce diventa la squadra che più di tutte sta simpatica ai protagonisti del campionato di Serie A: ogni punto conquistato c'è un regalo altrui, dato che questa litania si ripete spesso.
Un fattore culturale
Il punto è culturale. In Italia si fatica ad accettare che una squadra considerata inferiore possa colmare il gap tecnico con organizzazione, lavoro e sacrificio. È più semplice evocare scenari torbidi che riconoscere il merito.
Il Lecce non è spettacolare, non è dominante nel possesso, non è costruito con budget milionari. Ma è organizzato, equilibrato, disciplinato. E questo spesso basta per far sembrare l’avversario meno brillante di quanto sia.
Smontare il paradigma del “biscotto” significa tornare a guardare il campo. Perché nel calcio le partite si possono analizzare, discutere, criticare. Ma quando una squadra vince con equilibrio tattico, solidità difensiva e cinismo, la spiegazione è davanti agli occhi.
A volte la squadra sfavorita vince. Non perché qualcuno le regala qualcosa. Ma perché, semplicemente, se lo merita.






