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É stato un anno fortunato, quello calcistico al sud. L'altra squadra campione d'Italia 2022-23 è il Lecce Primavera di Coppitelli, ovviamente riconfermato alla guida tecnica per la prossima stagione. E adesso sotto con la Youth League, traguardo storico per la primavera salentina. Competizione tosta ma prestigiosa. Le possibilità che il Lecce arrivi lontano dipendono da diversi fattori. Ma un'idea preliminare potremo farcela dando un'occhiata, appena disponibili, alle quote elaborate dai siti di categoria, che offriranno ai giocatori anche i bonus scommesse utili per puntare sul percorso del Lecce nella Champions dei giovani. Giovani che, ovviamente, non sono ancora ventenni.

Età media 18 anni e 23 stranieri su una rosa di 35 elementi, pari al 65,7% sul totale. Valore di mercato del club: 4,30 milioni (stime Transfermarkt). Monte ingaggi: 360mila euro lordi. Costo aziendale: 517 mila euro. Altri numeri ufficiali: 186 mila euro i cartellini, 200 mila per riscattare Dorgu. Il Lecce si è aggiudicato, dopo 19 anni, il terzo titolo di campione d’Italia della sua storia. E il palmarès continua a crescere. Accanto ai trofei nazionali ci sono da aggiungere due Coppe Italia Primavera e due Supercoppe Primavera. Punta di diamante: Daniel Samek (1,50 milioni). E poi Rares Burnete (700mila euro) e Catalin Vulturar (400mila). Una squadra che è riuscita nell’impresa di sopravanzare le altre Primavere di blasone: Torino, Fiorentina, Sassuolo e Juventus.

“Il nostro segreto è avere un'organizzazione trasversale, che parte dalla prima squadra e arriva fino al settore giovanile”, ha sottolineato recentemente Sticchi Damiani dal ritiro di Folgaria. “Primavera e Under 18 sono gestite dalla stessa figura che si occupa della prima squadra primavera: Pantaleo Corvino, al quale abbiamo affidato l'incarico di gestire tutte le formazioni con lo stesso credo e gli stessi principi. Le nostre forze e le nostre energie sono incentrate nello scouting anche a livello internazionale e poi nell'impostazione del club non si percepisce differenza tra le diverse formazioni”.

E proprio Corvino, che a Lecce ha chiuso un ciclo iniziato 20 anni (e ora inizia il nuovo),  è intervenuto per placare gli animi dei detrattori all’indomani dello straordinario successo dei salentini, per via dell’undici iniziale composto solo da stranieri. “C'è stata una narrazione sbagliata di quello che noi facciamo e di come lo facciamo. Ai club viene chiesto di non avere debiti, ma poi si critica una società che ha fatto un lavoro di riequilibrio finanziario. Si fanno le riforme a livello nazionale perché la Primavera del Lecce è piena di stranieri. Se pensano che noi dobbiamo solo partecipare allora si sbagliano. Siamo figli di questo territorio, il Salento, e quando usciamo fuori vogliamo metterlo in evidenza giocandocela ad armi pari con gli altri. Il problema della Nazionale non dipende dalla Primavera del Lecce. La riforma va fatta per le prime squadre”.

A rassenerare l’ambiente ci pensa allora Sticchi Damiani, che rimarca l’idea salentina di “Un calcio bello e sostenibile”, laddove sostenibilità “non significa società che non investono, ma che investono con intelligenza, che talvolta provano a rischiare anche su nomi che non hanno grande appeal quando arrivano. Ma quando una società è strutturata nel modo giusto può andare sul profilo sconosciuto, prenderlo, aiutarlo a migliorare, aspettarlo, valorizzarlo al meglio e, quando è all'apice, ottimizzare l'investimento e poi farne degli altri”. Continuando il parallelismo con i partenopei campioni d’Italia senior, Sticchi sottolinea che “Napoli e Lecce sono due società che non hanno debiti e sono ben gestite, valore aggiunto in un calcio che negli ultimi anni sta facendo venire al pettine i nodi di alcune gestione troppo leggere”. E aggiunge: “Assolutamente ci assomigliamo molto con De Laurentiis su questa politica”.

Ma adesso sotto alla Youth League, esordio assoluto per i pugliesi. Competizione in cui ci saranno avversari tosti da affrontare. Ma il torneo non potrà che essere uno stimolo a crescere e a migliorare. Senza considerare che il Lecce potrà ricavare solo blasone dalla partecipazione a questo torneo. A questo punto la domanda è lecita: dove può realmente arrivare il team di Coppitelli in Europa?

A guardare le partecipanti e le principali detentrici del titolo, c’è da serrare i ranghi.  Nell'albo d'oro sempre in vetta Chelsea e Barça con due successi a testa. Big d’Europa anche nei campionati Primavera. E poi un titolo per la new entry AZ (quest’anno vittoriosa in finale per 5-0 sull’Hajduk Spalato) e uno per il Real, il Benfica, Porto e Salisburgo. Il Lecce degli enfant terrible guidati da Coppitelli ha l’onere di ben figurare nonostante sia difficile arrivare fino in fondo. Considerando però il successo di una piccola come l’AZ, tutto è possibile. Molto dipenderà anche dalla lungimiranza e dalla sagacia del solito Pantaleo Corvino, uno dei migliori nel suo ruolo in Italia. La pur controversa e osteggiata linea di mercato orientata sugli stranieri potrebbe essere di nuovo l’arma in più del DS salentino e di tutta la squadra, per raggiungere risultati prestigiosi e inattesi anche nell’Europa che conta.

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