Runjaic: "Terreno di gioco non all'altezza della Serie A"
Le dichiarazioni del tecnico bianconero al termine della sfida con il Lecce
Kosta Runjaic analizza Lecce-Udinese con lucidità, senza cercare alibi ma evidenziando le difficoltà oggettive della gara, a partire dal contesto tecnico e ambientale.
Sulla partita, l’allenatore dell’Udinese conferma che l’andamento del match era in larga parte previsto: «Era esattamente la partita che ci aspettavamo, il Lecce giocava molto sulle seconde palle». Una lettura che fotografa bene il tipo di confronto imposto dai giallorossi, più orientato alla fisicità e alla gestione delle situazioni sporche che alla costruzione pulita.
Runjaic punta poi l’attenzione sul terreno di gioco, elemento che secondo lui ha inciso in maniera significativa: «Il livello del campo è stato bassissimo, non da Serie A. Non era facile giocare dal basso». Un fattore che, inevitabilmente, ha limitato le soluzioni tecniche dell’Udinese.
Pur riconoscendo i meriti degli avversari – «Il Lecce ha fatto bene» – il tecnico non nasconde il proprio giudizio sullo spettacolo offerto: «Dal mio punto di vista non è stata una partita bella da vedere».
Il rammarico è evidente: «Avrei preferito pareggiare e portare a casa un punto, ma non è andata così». Subito, però, lo sguardo si sposta in avanti: «Pensiamo alla prossima contro il Sassuolo».
Sull’assenza di Davis, Runjaic ammette quanto sia pesata: «Ci è mancato, stava attraversando un ottimo periodo di forma». L’Udinese ha dovuto adattarsi, anche nelle scelte iniziali: «Ho preferito iniziare con Bayo, perché Zaniolo non era al 100%», precisando che l’ex attaccante potrebbe essere recuperato meglio in vista del prossimo impegno.
Il tecnico riconosce come il contesto della gara abbia messo in difficoltà il centravanti: «Per il tipo di partita, con tante palle lunghe, non è stato facile per Bayo».
Nel complesso, resta l’amarezza per il risultato e per alcuni passaggi chiave del match: «Non siamo felici del risultato e della gestione di alcuni momenti della partita, ma questo è il calcio». Una chiusura pragmatica, che sintetizza bene l’analisi di una sconfitta accettata, ma non digerita.






