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Alzi la mano chi, nel momento più difficile della stagione del Lecce, non ha chiesto a gran voce l’inserimento costante in campo di Alexis Blin.

Ne abbiamo parlato tante volte e sempre abbiamo sostenuto una tesi che, a nostro parere, sembrava lineare e coerente. Marco Baroni lo ha capito in corso d’opera e le sue stagioni sono cambiate e migliorate anche e soprattutto per questo. Ad un certo punto dei suoi due campionati sulla panchina del Lecce, infatti, ha inserito in campo Alexis Blin per equilibrare una squadra che non riusciva a difendere con la stessa organizzazione con la quale attaccava. E di quella scelta tattica ne ha beneficiato parecchio anche Morten Hjulmand che, da quel momento in poi, ha smesso di rappresentare l’unico schermo davanti alla difesa, dato che Blin gli copriva le spalle e lo aiutava in fase di interdizione.

Luca Gotti

Gotti l'ha capito subito 

Luca Gotti è arrivato e non ha fatto nulla di incredibile, anche perché a 10 giornate dal termine non serviva stravolgere. Ha inserito Blin, però, e lo ha fatto schierandolo al fianco di Ramadani, in un centrocampo a 2 che ha dato equilibrio e sostanza a tutta la squadra. Domenica, invece, a causa dell’assenza del mediano albanese, Blin ha giocato insieme a Rafia, aiutando il tunisino in un ruolo non suo e nascondendo qualche sbavatura del tunisino con una partita tatticamente perfetta.

Blin, l'insostituibile 

Blin è diffidato e prima o poi salterà una partita ma a questo adesso non vogliamo pensarci. L’ex Tolosa è troppo importante per questo Lecce e con lui in campo la squadra è riuscita finalmente a ritrovare l’ordine di un tempo, quello che forse non vedevamo esattamente dal campionato scorso. D’Aversa, purtroppo, non era riuscito a trovare la giusta collocazione tattica al francese, che però rappresenta un giocatore indispensabile per questa squadra. Leader carismatico dentro e fuori dal campo, Alexis Blin è il giocatore che ogni allenatore vorrebbe nella sua rosa. 

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