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De Picciotto: la breve storia dell'italo-svizzero nel calcio

Scritto da Andrea Sperti  | 

“US Lecce comunica l’ingresso nella compagine societaria del signor. Renè De Picciotto, che rileva delle quote del club giallorosso a titolo personale. Con l’ingresso del signor De Picciotto, imprenditore già in ambito bancario-finanziario e all’attualità nel settore alberghiero e da qualche anno con interessi nel comparto turistico nel Salento, la compagine societaria ha raggiunto l’assetto definitivo secondo l’obiettivo prefissato due anni fa", il 26 gennaio del 2018 il Lecce ha diramato questo comunicato ufficiale per rendere noto l’arrivo di Renè De Picciotto nella compagine societaria giallorossa.

Per intenderci, il Lecce in quel periodo era ancora in Serie C e il giorno dopo ha ufficializzato anche l’arrivo di Andrea Saraniti, bomber che tanto bene aveva fatto nel girone d’andata con la maglia della Virtus Francavilla.

Da quel giorno sono accadute tantissime cose. L’imprenditore italo-svizzero ha investito nel Salento, ha aumentato la percentuale delle sue quote all’interno dell’Unione Sportiva Lecce, ha festeggiato due promozioni consecutive ma ha anche dovuto fare i conti, come tutti gli altri soci, con la retrocessione della stagione 2019-2020 e la pandemia, che ha sconvolto la vita di ognuno di noi.

Renè De Picciotto non è mai stato un tifoso del Lecce. Prima di entrare a far parte della società giallorossa probabilmente seguiva con distacco la formazione salentina ma da quando è arrivato lui la compagine societaria è riuscita ad alzare il livello degli investimenti e ad acquisire una visione più internazionale, con l’imprenditore che ha potuto mettere a disposizione anche la sua grande esperienza, sebbene non abbia mai mantenuto da solo il Lecce ma abbiamo sempre compiuto sacrifici come gli altri soci. 

Nell’ultimo periodo, però, qualcosa si è evidentemente rotto. Come detto De Picciotto non è mosso dalla passione per questi colori che, al contrario, spinge tutti gli altri soci a fare sempre qualcosa in più per la squadra del territorio e per questo ad un certo punto ha deciso di lasciare questo progetto. Di sicuro questa è una decisione maturata nel tempo ma già prima di Lecce-Pisa, con alcune dichiarazioni forse poco adeguate in quel preciso momento, aveva lasciato intendere a chiare lettere la sua scelta. Ecco di seguito le sue parole rilasciate a Telerama a 3 giornate dalla fine dello scorso campionato: 

“In caso di promozione bisognerebbe mantenere costi bassi e investire sui  giovani. Spero che questo turno finale di tre partite finisca bene. Gli azionisti sono andati oltre tutte possibilità facendo sacrifici importanti e salti mortali. Mi auguro che i tecnici e i giocatori facciano gli stessi sforzi nelle prossime tre partite per raggiungere la promozione. La maglia non mi sembra una ragione sufficiente per investire avanti, lo dico in modo ragionevole. Se andremo in A? Onesta-mente questa società ha dei debiti che andrebbero risanati, non ci lasciano molto spazio per un programma ambizioso.“

C’è da dire che, ad un certo punto, De Picciotto sembrava volesse investire anche in una seconda squadra. Il facoltoso italo-svizzero si è avvicinato al Trapani e solo la nuova normativa, che non prevede la possibilità di essere azionista di due squadre di calcio professionistiche, non gli ha permesso di iniziare un nuovo progetto con la società granata. Ecco il suo commento rilasciato ad un’emittente tele-visiva siciliana: 

“Com’è noto, sono titolare di quote dell’Us Lecce e potrei dunque occuparmi del rinato Trapani soltanto in Serie D, venendo così subito meno all’impegno quadriennale del bando. Ma il mio interesse per il calcio rimane vivo. Perché è il calcio che mi porta a Trapani. Vale la pena ricordarlo a quanti in questi giorni, carichi di aspettative per i tifosi della maglia granata, stanno tirando somme frettolose, confondendo i desideri con gli investimenti”.

Insomma, il suo addio non è stato un fulmine a ciel sereno e non è stato nemmeno accolto con preoccupazione dalla piazza, anche perché una parte consistente di tifosi si era ormai schierata contro De Picciotto, come testimoniato dai fischi che hanno accompagnato la sua presentazione il giorno della promozione del Lecce in Serie A e dal coro intonato della Curva Nord, cuore pulsante del tifo leccese, nei suoi confronti nelle sfide contro Pisa e Pordenone. L'imprenditore italo-svizzero non faceva parte del vecchio CDA, non aveva ruoli attivi nell'operato giornaliero della società e quindi adesso il suo ruolo sarà brillantemente occupato da Saverio Sticchi Damiani, che ha comprato le sue quote per un valore che si aggira tra i 6 ed i 7 milioni di euro. 

Il presidente giallorosso proprio oggi ha rilasciato un’intervista al Nuovo Quotidiano di Puglia, nella quale ha ringraziato e salutato il vecchio azionista di maggioranza dell’Unione Sportiva Lecce. Sticchi Damiani, però, ha voluto anche mandare un messaggio ai tifosi, dicendo loro di stare tranquilli perché questo Lecce ha basi solide ed è strutturato per affrontare l’avvicendamento dei vari soci.

Adesso Renè De Picciotto rappresenta il passato, perché nel calcio funziona così. Da oggi si penserà al futuro di questa squadra con la consapevolezza e l’orgoglio di avere una società innamorata di questi colori.


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