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11 partite di campionato e 2 di Coppa Italia. In queste 13 gare disputate fino ad ora in questa stagione il Lecce ha vissuto alti e bassi, conquistando 13 punti in campionato e fermandosi ai sedicesimi di finale in Coppa. 

Alcune di queste partite, però, sono state segnate ed, in alcune occasioni, anche condizionate da errori arbitrali che hanno favorito il Lecce qualche volta e danneggiato la truppa di D’Aversa in più di qualche circostanza.

Noi abbiamo voluto analizzare gli errori arbitrali commessi dai direttori di gara partita per partita, partendo da Lecce-Lazio per arrivare fino all’ultima sfida di Serie A contro la Roma, ovviamente passando anche per il match di Coppa Italia perso contro il Parma.

Lecce-Lazio

La direzione di Dionisi è stata praticamente perfetta, senza sbavature. Va detto che il direttore di gara in quel match non ha dovuto fronteggiare situazioni particolari o al limite ma, in ogni caso, ha diretto con autorevolezza e competenza. Al Var l’arbitro Di Bello non è stato mai interpellato e non ha avuto necessità di intervenire. 

Fiorentina-Lecce

Anche questa gara è stata povera di episodi. L’arbitro Ferrieri Caputi ha assegnato un calcio di rigore ai viola sul risultato di 2 a 2 ma, grazie al contributo del Var, è tornato sui suoi passi ed ha negato il tiro dagli undici metri. Direzione tutto sommato equilibrata.

Lecce-Salernitana 

Il direttore di gara Massimi ha concesso un calcio di rigore al Lecce a tempo scaduto per un fallo di mano nell’area di rigore dei campani. Nell’occasione non ha visto il tocco dopo il tiro di Dorgu ed ha assegnato il penalty solo grazie all’ausilio del Var. Ad onor di cronaca, Banda prima e Kaba dopo hanno rischiato pesantaìemente il secondo giallo. Se avesse espulso i due calciatori giallorossi nessuno avrebbe gridato allo scandalo, dato che i loro due interventi erano davvero al limite. In questo caso i giallorossi sono stati “favoriti” da una direzione di gara morbida.

Monza-Lecce

Inutile tornare a discutere dell’espulsione di Baschirotto, un episodio del quale si è parlato tanto e sul quale si è ormai detto tutto. Marinelli ha sconfessato tutti ed ha deciso di rimanere sulla sua decisione. Poi, però, qualche minuto più tardi non ha espulso Birindelli per un duro fallo su Banda, dimostrando di non attuare lo stesso metro di giudizio per due episodi simili. Il Lecce è rimasto in 10 ad inizio secondo tempo ed ha sofferto parecchio le folate offensive del Monza. Chissà come sarebbe andata la partita in parità numerica.

Lecce-Genoa

La conduzione di Rapuano è stata ottima. L’espulsione di Martin, esterno dei rossoblù, era sacrosanta ed è arrivata in modo puntuale. Per il resto gara agevole ben condotta dal direttore di gara. 

Juventus-Lecce 

La gara è stata molto corretta, sebbene Giua abbia sventolato un cartellino giallo in faccia a Ramadani alla mezzora per un fallo commesso a centrocampo. Ciò che, più di tutto, ha penalizzato i giallorossi in questo match è stata invece l’espulsione di Kaba, un doppio giallo che grida ancora vendetta per le modalità con cui è arrivato. La seconda ammonizione, infatti, gli è stata comminata per una simulazione che il centrocampista non ha cercato, dato che è scivolato in area di rigore nel tentativo di colpire il pallone. Quel cartellino rosso non solo ha lasciato il Lecce in 10 nel finale di quel match ma ha costretto i giallorossi all’assenza di Kaba anche nel match seguente contro il Napoli.

Lecce-Napoli

In questa partita Luca Pairetto ha diretto in modo perfetto, annullando giustamente la rete del 2 a 1 siglata da Strefezza per un precedente fallo di mano di Krstovic ed assegnando un sacrosanto calcio di rigore ai partenopei per un intervento scomposto di Ramadani nell’area di rigore avversaria.

Lecce-Sassuolo

La direzione di gara di Sacchi non ha convinto gli esperti. Il rigore concesso per il fallo di mano di Baschirotto ha lasciato molti dubbi, dato che per prendere la decisione ci sono voluti più di 3 minuti. Nel resto della gara non ha dovuto fronteggiare episodi dubbi, sebbene abbia adottato un metro di giudizio diverso per le due squadre. 

Udinese-Lecce

Il calcio di rigore assegnato ai padroni di casa dell’esordiente Tremolada è sembrato netto in presa diretta e sempre meno fallo riguardando le immagini. Il direttore di gara, però, è parso convinto fin da subito ed ha preso la decisione, assumendosene la responsabilità. Non ci sono stati altri episodi da segnalare in questo match.

Lecce-Torino

Aureliano, come Pairetto contro il Napoli e Rapuano contro il Genoa, ha diretto in modo pulito, utilizzando sempre lo stesso metro di giudizio e punendo con il cartellino solo in caso di necessità.

Lecce-Parma (Coppa Italia) 

Minelli prima e Feliciani poi hanno commesso un autentico pasticcio. Il primo, fino a quando è rimasto in campo, non ha annullato il gol del vantaggio ospite, nonostante l’attaccante emiliano fosse in fuorigioco attivo sulla conclusione del suo compagno di squadra. Il secondo, invece, ha prima assegnato e poi tolto, dopo essere stato richiamato dal Var, un solare calcio di rigore per fallo su Piccoli. Insomma, due episodi che hanno pesantemente condizionato la partita e la qualificazione dei giallorossi

Roma-Lecce

Infine, non può non finire sotto la lente di ingrandimento la direzione del direttore di gara Colombo della Sezione di Como. Non parliamo del calcio di rigore assegnato alla Roma, parso quantomeno generoso, ma soprattutto della gestione dei cartellini tra le due squadra. Il Lecce ha terminato la sfida con 5 ammoniti, due dei quali nei primi 27 minuti (Banda e Dorgu) al primo fallo commesso. In entrambi i casi si è trattato di due interventi senza cattiveria ed a centrocampo. Alcuni calciatori della Roma, ad esempio il centrocampista capitolino Bove, hanno invece commesso parecchi falli per interrompere giocate offensive giallorosse e sono usciti dal campo immacolati, senza nemmeno un’ammonizione.

Qualche giorno prima della trasferta di Roma il presidente Saverio Sticchi Damiani, attraverso i suoi canali social, ha scritto un lungo post nel quale ha ribadito, ancora una volta, la linea che segue l’Unione Sportiva Lecce rispetto agli errori arbitrali che vengono commessi nei propri confronti. Questo resoconto non vuole alimentare polemiche ma solo porre l’accento sulle diverse situazioni che hanno caratterizzato le partite del Lecce in queste partite. È necessario, quindi, porre maggiore attenzione perché qui ci sono una società che lavora sempre correttamente ed una tifoseria appassionata che meritano rispetto e che desiderano soltanto vedere partite determinate dalle giocate dei 22 in campo e non dalle scelte dei direttori di gara. 

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