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L’EDITORIALE DI MARINI

Lecce-Ternana: due punti persi e scelte inspiegabili

Scritto da Marco Marini  | 

Nello sport, nel calcio nell'occasione, ci sono partite strane, alcune sicuramente più di altre e

Lecce-Ternana è una di queste, soprattutto per quanto riguarda i giallorossi e le scelte del loro tecnico.

Fatta la dovuta premessa partiamo dalla fine, con una considerazione ed una domanda.

Baroni non vede Rodriguez prima punta, avrà le sue buone ragioni che possiamo soltanto immaginare e ne prendiamo atto, ma ci chiediamo: è possibile che a quindici minuti dalla fine non “veda” un attaccante fresco come Rodriguez punta ma preferisca in quella posizione uno stanco Di Mariano che prima punta non lo è neanche nelle menti dotate della più fervida immaginazione?

A questa domanda probabilmente non avremo mai risposta nonostante siamo sempre aperti ad ascoltare le ragioni di chi opera sul campo e mai sordi alle spiegazioni dei professionisti.

Detto ciò è innegabile che il Lecce non abbia certamente pareggiato la partita a causa di queste scelte. I motivi sono altri e alcuni riportano proprio alla “serata terribile” di alcuni calciatori e del loro allenatore. Andando a ritroso non è facile spiegare e spiegarsi il perchè il tecnico giallorosso non abbia sostituito nel secondo tempo i due esterni bassi, Barreca più di Calabresi, visibilmente stanchi, in perenne affanno e ormai fuori contesto; sul primo pesano, in compartecipazione, tutti e tre i gol degli ospiti: dopo appena due minuti lascia andare l'avversario sulla fascia con superficialità credendo probabilmente che la palla sarebbe finita fuori e provoca il primo gol; sul secondo effettua un retropassaggio suicida sul quale Gabriel s'incarta; sul terzo dopo una sgroppata inutile, fa finta di farsi male e non rientra. Sul capovolgimento di fronte la Ternana va in gol proprio con l'uomo che lui avrebbe dovuto tenere.

La spiegazione al mancato avvicendamento di Barreca, non a cinque minuti dalla fine, ma molto prima, è un mistero per chi vi scrive.

Il Lecce stavolta ha regalato due punti agli avversari ed il bicchiere non è certamente mezzo pieno, tutt'altro. La gestione superficiale della fase di non possesso è stata determinante per il risultato finale. Paradossalmente, nonostante l'assenza di Coda, la fase offensiva non ha sofferto, grazie ad un incontenibile Strefezza. D'altronde quando segni tre gol e per un soffio ne sbagli altri tre, tutto si può dire tranne che la squadra non sia stata pericolosa. L'assenza di Coda sicuramente ha pesato, ma non tanto quanto s'immaginava. Non male Olivieri schierato prima punta, si è mosso bene, è scattato a ripetizione dettando il passaggio e procurandosi due nitide occasioni da gol. Sul primo è stato bravo a fare fuori in corsa il difensore con una sterzata secca, poi il portiere gli ha chiuso lo specchio e l'unico buco era fargliela passare sotto alle gambe; la seconda invece se l'è divorata colpevolmente. Nell'analisi generale però pesano, molto più della prestazione di Olivieri, quelle della linea di difesa e di centrocampo, su sette giocatori si è salvato il solo Majer, la bella copia del calciatore abulico visto a Frosinone. Lucioni e Dermaku in ritardo sin dall'inizio, anche lo stesso Hjulmand, spesso uno dei migliori, ha avuto una serata storta, proprio quella in cui non era pressato selvaggiamente. Ci sta.

Alla fine però, quello che più rimane impresso nella mente, oltre all'autogol di Gabriel, sono le sostituzioni tardive effettuate dal tecnico giallorosso, alcune delle quali, oltre che fuori tempo massimo, sono sembrate anche capotiche, prive di senso compiuto. Una serata storta anche per lui.

Un pareggio duro da comprendere ma che volenti o nolenti introduce il percorso che separa il Lecce dalla sfida di Ferrara contro la Spal. In attesa degli altri risultati il campionato continua ed è il bello di giocare ogni voltando velocemente pagina, si spera facendo tesoro degli errori o almeno di quanto ha detto il campo.