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Ad avercelo sempre uno come lui in rosa e non solo per qualità, estro, giocate da capogiro che fanno perdere la testa al proprio avversario. In questo sport, non basta il solo talento a fare la differenza all’interno di una squadra. Ѐ un vantaggio considerevole, per carità, ma deve essere accompagnato dalla testa. Sta tutto lì, nient’altro.

Gabriel Strefezza non passa inosservato da queste parti, è un ragazzo speciale. Si fa voler bene da tutti. L’intera piazza lo considera un beniamino, perché con questi colori ha fatto vivere a tutti i suoi tifosi momenti indimenticabili, impressi per sempre nell’immaginario collettivo.

Tutti ricordano ancora, in Serie B, un gol contro il Parma al “Via del Mare” a un certo Buffon: un numero da circo, nello stretto, all’interno dell’area di rigore e una traiettoria, simile a quella che disegna nel cielo un arcobaleno, alle spalle dell’estremo difensore Ducale. Delirio dei presenti quel giorno allo stadio.

Gabriel Strefezza, ospite dell'ultima puntata di PL Night, ha raccontato la sua emozione nell'essere l'attuale capitano del Lecce e quel gol a Buffon per lui indimenticabile.

Strefezza contro il Sassuolo
Gabriel Strefezza

Strefezza sul ruolo di capitano

“In questo momento mi sento un capitano salentino (ride, ndr.). Mi fa piacere essere capitano di questa squadra. Sono qui da 3 anni e sento il Lecce nel cuore. Qui mi sento a casa, anche a livello di stile di vita: il calore mi ricorda il mio Brasile. Prima della partita fa un discorso il mister, poi in campo di solito parla il capitano quindi o io o Baschirotto. Anche Brancolini e Blin parlano tanto: siamo tanti capitani nella squadra. Ci sono tanti leader e questo aiuta” ha dichiarato nel corso della nostra trasmissione.

Gabriel Strefezza
Gabriel Strefezza esultanza

Strefezza sul gol più bello

“Quello contro Buffon. Per importanza però quello contro la Salernitana: non avevamo mai vinto in Serie A, ero infortunato, sono entrato per giocare 10 minuti e sono stato decisivo. Quando mi sono fatto male contro il Napoli il dottore mi parlava di 15-20 giorni di infortunio, ma lavorando tre volte al giorno sono riuscito a guarire in 10 giorni per lasciare un bel ricordo ai tifosi prima della sosta”  ha dichiarato nel corso della nostra trasmissione.

 

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