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La partenza del nuovo ciclo non è stata delle migliori per la Primavera di Coppitelli, due sconfitte contro Verona e Juventus, anche se nella seconda partita la sconfitta è parsa eccessiva. 

La formazione è priva di elementi importanti come Borbei, Hasic, Dorgu, Berisha, Corfitzen e Burnete, inoltre il ricambio generazionale si è reso necessario per far fronte ai limiti di età imposti dal regolamento. Da Coppitelli sono tornati però anche McJannet, Vulturar, Samek, Pascalau e Munoz dopo le esperienze con la prima squadra e nelle due partite sembrerebbe essere mancato proprio il loro apporto. Si è pensato ad un aspetto motivazionale, con ragazzi che si aspettavano il salto di qualità poi non avvenuto. 

Su questo punto è intervenuto proprio l'allenatore della formazione U20 giallorossa attraverso i nostri microfoni durante la puntata speciale di oggi di PLTalk dedicata alla Primavera:

“Diciamo che lo scorso anno il gruppo squadra era diventato una macchina. Ora non è facile per i ragazzi dell'annata passata calarsi in un gruppo nuovo. In Supercoppa paradossalmente abbiamo sofferto meno questa cosa. Bisogna essere pronti a rifare un campionato di sofferenza, serve disponibilità nell'approcciarsi alle difficoltà. Abbiamo perso 6 giocatori passati in una massima serie: Borbei, Hasic, Dorgu, Berisha, Corfitzen e Burnete. Ora i 2004 sono delle guide e devono ripartire per arrivare in massima categoria. È un percorso che va fatto piano piano. Piano piano dovranno diventare dei riferimenti, sono dei ragazzi disponibili”.

Sul momento che sta attraversando la squadra invece:

"L'anno scorso c'era una squadra già individuata, costruita in un certo modo, che ha avuto all'inizio difficoltà nei risultati ma non nelle prestazioni. Quello odierno è un momento differente: non siamo un cantiere aperto, siamo un pre-cantiere. Nella scorsa stagione avevamo come punto di riferimento l'ultimo risultato raggiunto, ovvero la salvezza all'ultima giornata. Oggi è lo Scudetto… diventa un confronto difficile. L'anno scorso è stato fatto qualcosa di perfetto, deve essere uno stimolo ma non un riferimento. Siamo partiti con un po' di difficoltà anche perchè tanti campioni d'Italia sono andati in ritiro coi grandi, quindi li abbiamo dovuti aspettare un pochino per capire la loro strada. Successivamente siamo andati a puntellare la rosa. Ci sono dei ragazzi che hanno fatto tanto e ora sono qui a fare un altro anno in Primavera per essere ancora più pronti tra una stagione. Non è facile calarsi nuovamente nella categoria, inoltre poi arrivano ragazzi nuovi che devono ambientarsi. Chiaramente non posso essere contento dopo queste prime partite, ma è chiaro che adesso facciamo troppi errori individuali che ci penalizzano. Il mercato è chiuso ed ora iniziamo ad unire le varie situazioni".

Le difficoltà che sta incontrando Coppitelli nel nuovo ciclo vengono anche dalle retrovie, l'U18 non è ancora pronta a sostenere da serbatoio la Primavera:

"In questo momento non solo abbiamo perso tasselli importanti, ma non riusciamo ancora a far salire dei gruppi solidi. La Roma non aveva giocatori nuovi, aveva il gruppo U17 e U18. Questo non riusciamo ancora a farlo, dunque sarebbe ingeneroso pretendere tutto e subito. Ora i nuovi ragazzi innanzitutto devono capire il calcio italiano, poi diventare squadra. Abbiamo chiaro il percorso con la società, quindi sono molto fiducioso. Essere contenti no, sarei un bugiardo, ma queste difficoltà erano prevedibili. Mi aspetto di riuscire a breve a costruire un'identità ed un modo di lavorare. Coi ragazzi più piccoli bisogna anche insegnare il modo giusto per allenarsi”. Rispetto all'anno precedente siamo migliorati nel salto U18, abbiamo già schierato Dell'Acqua e Agrimi. Vedendo il gruppo U18, secondo me il prossimo anno potrebbe essere ancora più facile il salto, i 2006 sono molto validi. La Roma l'avete vista, si sono presentati con fuori quota di livello come Pagano e Piselli”.

 

 

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