Tifoso del Bari scrive ai leccesi: "Vi ho derisi, ma oggi vi chiedo di resistere"
Nel gruppo Facebook “Tifosi del Lecce” la lettera aperta di Giovanni Fiore, tifoso del Bari: parole che superano il derby e parlano di dignità e appartenenza
Nel calcio del Sud le rivalità non sono mai semplici contrapposizioni sportive. Sono identità, storia, appartenenza. Per questo la lettera pubblicata nel gruppo Facebook “Tifosi del Lecce” da Giovanni Fiore, tifoso dichiarato del Bari, ha attirato attenzione e generato discussione.
Si tratta di un messaggio che non rinnega l’appartenenza, ma la ridefinisce alla luce del rispetto sportivo. Di seguito il testo integrale pubblicato dal tifoso barese:
“Ci sono rivalità che nascono nei cori, crescono negli sfottò e si radicano nel cuore. Io sono e morirò tifoso del ‘SSC Bari’. Questa è la mia pelle, la mia identità, la mia fede.
Ma la vita insegna. Il tempo cambia le prospettive, leviga gli spigoli e ti fa guardare oltre il campanile.
Da ragazzo ridevo dell’ ‘US Lecce’. La ridicolizzavo, la combattevo con la forza dell’appartenenza. Oggi invece vedo una squadra che, tra mille difficoltà, resiste nella giungla della Serie A. Vedo una città che non molla. Vedo un popolo che combatte.
E allora il cuore, pur restando biancorosso, prova rispetto. Prova solidarietà.
Ai tifosi leccesi voglio dire questo: stringete i denti. Combattete. Non mollate. Perché oggi rappresentate non solo Lecce, ma una terra intera, una regione, che conosce la fatica, la dignità e il sacrificio.
Noi sappiamo cosa significa soffrire. Sappiamo cosa significa cadere. E proprio per questo sappiamo riconoscere chi resta in piedi.
Onorate quella maglia. Vivete ogni istante. Gioite anche per chi, oggi, non può farlo. Perché quando scendete in campo, non siete solo Lecce. Siete la voce di una terra troppo spesso dimenticata. Siete il sud che resiste. Siete la dignità che non si compra.
Fatevi rispettare. Lottate su ogni pallone. Gridate al mondo che esistiamo.
Con rispetto.
Un barese.”
Il passaggio centrale è quello in cui il tifoso riconosce la crescita del Lecce e la capacità della squadra di restare competitiva “nella giungla della Serie A”. Non è un’esaltazione episodica, ma un riconoscimento della continuità e della resilienza in un contesto sportivo complesso.
La lettera mantiene un equilibrio chiaro: l’identità barese non viene messa in discussione, anzi viene ribadita con forza. Proprio questa premessa rende significativo il messaggio di rispetto rivolto ai tifosi leccesi. Non c’è fusione di colori né attenuazione della rivalità storica, ma un invito alla dignità sportiva e alla lotta sul campo.
Particolarmente rilevante è il riferimento al “Sud che resiste”, elemento che sposta il discorso dal derby alla dimensione territoriale. Il calcio diventa simbolo di rappresentanza più ampia, di riscatto e visibilità.
In un contesto social spesso segnato da contrapposizioni accese, la lettera introduce una narrazione differente: rivalità sì, ma accompagnata dal riconoscimento del valore dell’avversario. Un messaggio che, al di là delle diverse sensibilità, ha acceso un confronto civile tra le due piazze.

