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Il tecnico dei giallorossi, Eusebio Di Francesco, ha presentato ai giornalisti la sfida Lecce-Inter, in programma sabato 21 febbraio.

Cosa vorrebbe dalla sua squadra in questo momento?

Deve dare continuità alle prestazioni ed ai risultati. Guardiamo quelli, perché quando ci sono le prestazioni e non portiamo a casa niente, risaltano sempre meno. Quello a cui tengo è mantenere la costanza all'interno della gara, cercando di fare risultato, a partire dalla prossima. 

Incontreremo una squadra infastidita dalla sconfitta di Champions ma che in campionato sta dimostrando di essere una squadra quasi imbattibile, difficile da affrontare e con tante soluzioni. Sarà una partita da affrontare con determinazione. 

La squadra è cresciuta anche nella gestione dei secondi tempi, cos'è cambiato?

Principalmente l'atteggiamento fa la differenza. La capacità di rimanere in partita per 100 minuti. Certe cose dobbiamo portarle dentro il campo e vanno allenate. Credo molto nell'allenamento ed i ragazzi sono stati spronati negli allenamenti a mantenere la concentrazione altissima.

Quanto sarà importante domani l'intelligenza e l'intensità nella corsa?

L'intensità deve essere sopra quella dell'Inter, ricordandoci sempre che all'interno di certe squadre, i giocatori hanno motori differenti. Noi almeno dobbiamo pareggiare le caratteristiche fisiche e di corsa, se non andare oltre, perché se parliamo di divario tecnico, quello c'è. E' una squadra che può avere anche delle defezioni, ma credo che abbia le possibilità per sopperire alle assenze. Poi l'intelligenza va messa nella parte tattica della gara. Ci sono situazioni, come nei duelli, che se li perdi devi tornare indietro, non puoi pensare tanto alla tattica ma pensare di rimediare.

Domani si parte con Banda o Sottil?

Non so chi faccio giocare, è una domanda a cui non risponderò mai (ride, ndr), ma sono entrambi importanti per noi. Loro due sono quelli diversi, insieme a N'Dri: hanno la capacità di fare l'uno contro uno e contro certe squadre possono determinare. Dobbiamo essere bravi ad impattare bene sulla gara. E' il momento migliore per affrontare l'Inter? E' relativo, ogni partita è una storia a sé.

Sarà importante arrivare bene nel finale di gara?

Non dobbiamo pensare alla fine della partita, ma è importante impattare bene. Se una squadra prende il sopravvento nei primi 60 minuti pensando agli ultimi 30…sono determinanti di più i primi 60. Credo che l'Inter voglia fare la partita cercando di vincerla, come noi puntiamo a far male. Sarà fondamentale l'impatto.

Lo stato di forma della squadra

Tutto l'ambiente è positivo rispetto a quello che vedevo qualche settimana fa, e questo ci inorgoglisce. Bisogna dare continuità. Non bisogna pensare che questa gara sia una partita da “come va, va” . E' una cosa che non accetto, è da perdenti e non preparerò mai una partita in questo modo. Per noi è un'opportunità importante, a prescindere dall'Inter che è una squadra forte. 

Stato di forma? Noi abbiamo un po' una croce: Stulic non si è allenato per tutta la settimana e proverà domani mattina ad esserci. Ci auguriamo possa recuperare, ma ha avuto una brutta distorsione alla caviglia e stiamo facendo di tutto per rimetterlo in piedi. Si è allenato veramente poco nell'ultimo mese, ma si è sempre messo a disposizione della squadra. E' uno che ci tiene al suo lavoro, al Lecce ed ai suoi compagni. Abbiamo recuperato Banda dalla squalifica e Perez.

Quanto stanno dando le seconde linee adesso?

Con i cinque cambi sono fondamentali. Lo dico a bassa voce, ma in questo momento sono soddisfatto. Questi ragazzi devono continuare così, anche chi non ha giocato ha avuto atteggiamenti giusti. Si vede che c'è compattezza ed unità d'intenti. Ma questa cosa va mantenuta. Devo quindi fare i complimenti a chi non sta giocando perché si stanno allenando benissimo aumentando il livello degli altri. 

La squadra è cresciuta dal punto di vista della malizia?

Ultimamente si sta parlando molto della malizia. Bisogna capire fin dove si arriva ad essere maliziosi. Io ho insegnato sempre che a determinati risultati ci si può arrivare attraverso il lavoro, poi la malizia, nel senso positivo, è insita nei calciatori nel capire certi momenti. Noi ci dobbiamo arrivare attraverso il risultato.

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