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“Si sta giocando bene le sue carte. È arrivato in ritiro finalmente bello pieno e strutturato. Significa che sta lavorando sul fisico, una cosa che gli abbiamo sempre chiesto di fare. Ho vietato di chiamarlo Pablito perchè comincia ad essere più strutturato fisicamente. Si sta facendo trovare pronto a questo appuntamento ed è giusto si giochi questa chance al meglio. Poi decideranno allenatore e area tecnica”.

Qualche ora fa, Saverio Sticchi Damiani, presidente del Lecce, ha parlato così durante la nostra trasmissione PL Mercato (CLICCA QUI PER RIVEDERLA), spiegando come sia cambiato l’approccio di Pablo Rodriguez in vista della prossima stagione.

L’attaccante ex Real Madrid è consapevole di rappresentare un patrimonio per questa società, che ha sempre dimostrato con i fatti di tenere e credere nel suo talento. Pablo è letteralmente esploso tre stagioni fa in Serie B, con Corini in panchina. In quell’occasione giocava nel ruolo di seconda punta, nel 4312 del tecnico bresciano, probabilmente quello che gli calza più a pennello viste le sue caratteristiche fisiche.

Nelle due stagioni successive, con Baroni in panchina, il classe 2001 ha visto il campo con il contagocce, con pochissime occasioni per dimostrare il suo reale valore ed un utilizzo, da esterno nel 433, che senza dubbio lo penalizzava. A Brescia ha giocato con maggiore continuità ma lì non ha trovato una situazione ambientale adatta, sebbene sia stato uno dei più positivi della seconda parte di stagione delle Rondinelle, culminata comunque con la retrocessione in Serie C.

Roberto D’Aversa, in queste prime amichevoli estive, lo sta provando da punta centrale, un po' per necessità, vista la scarsità di alternative in quella porzione di campo, ed un po' perché Pablo sta crescendo di partità in partita, dimostrando abnegazione, fiuto del gol, sintonia con i compagni e condizione fisica già eccellente. 

Pare cresciuto, non solo fisicamente. Adesso sa di avere una possibilità concreta e vuole coglierla al meglio, per giocare ancora la Serie A con addosso questi colori. Per il nuovo allenatore potrebbe rappresentare un’alternativa anche dietro le punte, in un’ipotetico 4231, sfruttando la sua capacità di svariare su tutto il fronte offensivo.

Nell’amichevole contro il Padova ha messo in mostra tutte le sue qualità, diventando una autentica spina nel fianco per i difensori veneti, che hanno dovuto attuare le maniere forti per fermarlo. Chissà che questa non diventi la stagione della sua consacrazione e che Pablo Rodriguez non torni ad essere decisivo come qualche stagione fa, quando entrava dalla panchina e dava una scossa a tutta la squadra. 

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