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Sono trascorsi ormai più di quattro mesi da quando Antonio Conte ha rescisso il suo contratto con il Tottenham, risultando quindi un allenatore senza panchina. Eppure, l'ex Juve, Inter e Spurs sembra godersi completamente questi giorni, principalmente perché ieri, 31 luglio, ha celebrato il suo compleanno a casa, tra i suoi cari e gli amici.

CONTE CELEBRA IL COMPLEANNO A LECCE: IL MESSAGGIO SU INSTAGRAM E L'EPISODIO IN VIA OBERDAN

Antonio Conte si gode i suoi giorni di vacanza e il compleanno nel Salento. A casa, con i suoi parenti, l'ex centrocampista del Lecce ha spento le candeline, festeggiando i suoi 54 anni. E ha immortalato il l’attimo con un video dinanzi alla torta, lanciando un messaggio per esprimere gratitudine a tutti i suoi followers su Instagram: "Grazie a tutti per gli auguri e l'affetto che mi avete dimostrato". Tuttavia, Conte è stato protagonista anche di un episodio curioso a Lecce. Nella sua città nativa, è stato sommerso da un'ondata di persone mentre beveva un caffè con gli amici in un noto bar del centro. Traffico in tilt e macchine ferme su Via Oberdan per tutti gli automobilisti che sono scesi per chiedergli foto, autografi o soltanto fargli gli auguri.

ANTONIO CONTE, IL LECCE E LA PRIMA VOLTA CON MARADONA

L'allenatore salentino in ogni occasione ricorda sempre la sua esperienza nel Lecce. Quando era al Tottenham, per esempio, nella conferenza stampa prepartita contro l'Aston Villa raccontò un aneddoto sul suo primo storico incontro-scontro con Diego Armando Maradona, quando l'ex centrocampista giocava con il Lecce.

Ecco di seguito le sue parole: "Quando giocavo per il Lecce, l'allenatore era Boniek ed ero un numero 4. All'epoca si marcava a uomo e io dovevo marcare il 10. Sono stato così fortunato, o sfortunato, da dover marcare Maradona in un Napoli-Lecce finito 3-2. Segnai il mio primo gol in Serie A a soli 19 anni, fu l'ultima stagione di Diego a Napoli ma quella gara mi è rimasta impressa. Prima l'ho marcato, poi ho segnato un gol: nonostante la sconfitta ero felice. Kane come Maradona? Sono due giocatori diversi, francamente. Diego era un dieci, non un nove; Harry è nato attaccante ma ha il talento e la qualità per giocare come dieci o con un'altra punta davanti".

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