Sarri si giocherà il suo primo trofeo in Italia, in finale contro la sua ex squadra. La
Juve sfiderà il
Napoli mercoledì 17 giugno alle 21 all'Olimpico di
Roma: in palio c'è il primo titolo italiano post Covid. Al
San Paolo è finita 1-1, e così la squadra di
Gattuso passa il turno grazie anche all'1-0 dell'andata firmato da
Fabian Ruiz a
San Siro nell'era pre
Coronavirus. A trascinare il
Napoli in finale è stato
Mertens con un gol pesantissimo che lo porta ad essere il miglior marcatore della storia azzurra, a quota 122: superato
Hamsik a 121, con
Maradona al terzo posto a 115. Il modo migliore per il belga per festeggiare un rinnovo di contratto che dovrebbe arrivare a breve. L'Inter è partita benissimo, poi si è persa dopo aver incassato il gol dell'1-1 con un contropiede assurdo.
Conte incassa un'eliminazione amara e adesso deve riscattarsi subito con la
Samp il 21, quando riprenderà anche il campionato: lì il tecnico nerazzurro si giocherà le residue chance di restare agganciato al treno scudetto.
Eriksen sblocca su calcio d'angolo
Gattuso sceglie il tridente con l’ex
Politano insieme a
Mertens e
Insigne. A centrocampo
Elmas, preferito ad
Allan, affianca
Demme e
Zielinski.
Conte risponde con la coppia d’oro
Lautaro-Lukaku, supportata da
Eriksen, preferito a
Sensi e titolare per la prima volta in un big match. E proprio il danese dopo soli 2’ trova il gol direttamente da calcio d’angolo, favorito da un’incertezza di
Ospina. Ci ha pensato il centrocampista dell’
Inter a sbloccare il digiuno da gol in
Italia che non era riuscito a interrompere ieri
Ronaldo allo
Stadium e che durava ormai da 97 giorni. Il
Napoli imbambolato incassa subito il gol che pareggia i conti dopo lo 0-1 dell'andata a
San Siro, e subisce per buona parte del primo tempo l’iniziativa dell’
Inter, più brillante e intraprendente. Gli azzurri fanno molta fatica a creare occasioni. Al 22’ però,
Handanovic rischia di combinare un pasticcio facendosi rubare la palla da
Politano dopo un appoggio folle di
Bastoni all’indietro, ma
Mertens scivola in area. E’ la prima vera chance per il
Napoli.
Mertens pareggia e supera Hamsik
L’
Inter riesce spesso a rendersi pericolosa, soprattutto con
Candreva sulla destra, anche se al 34’ rischia di rimanere in 10 per un fallo al limite di Young già ammonito su Politano a centrocampo: Rocchi sorvola tra le proteste del
Napoli. La squadra di
Conte sembra in controllo del match, ma incassa un gol incredibile in contropiede al 41’. Dopo un calcio d’angolo
Ospina lancia direttamente Insigne, che semina
Eriksen e serve al centro dell’area
Mertens: il belga tutto solo non può sbagliare. Una disattenzione pesante, che costa cara ai nerazzurri. Trovato il gol nel finale del primo tempo, il Napoli prende coraggio e cresce in avvio di ripresa, mentre l’Inter si allunga. Insigne ci prova subito con un bel diagonale che esce di poco. Dopo un’ora abbondante di gioco i ritmi inevitabilmente calano. L’Inter non riesce a trovare più spazi per mettere in difficoltà Ospina. Maksimovic e Koulibaly sono un muro perfetto.
Conte al 72’ toglie uno spento
Lautaro e inserisce
Sanchez. Proprio l’attaccante cileno va vicino al gol con un diagonale velenoso che esce di poco al 75’. L’Inter aumenta l’intensità e all’82’
Ospina salva il risultato con una grande parata su
Eriksen. Maksimovic nell'assalto finale sale in cattedra e le prende tutte. Decisivo in un paio di occasioni anche
Ospina che però al 79' si fa ammonire: era diffidato e salterà la finale con la
Juve.