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L'INTERVISTA

Brescia, Cellino: "Il calcio rischia il fallimento. Mercato? Inzaghi deve capire che con i giovani si va lontano"

Scritto da Andrea Sperti  | 

Massimo Cellino, presidente del Brescia, ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport, nella quale ha affrontato vari temi.

Ecco di seguito le sue parole: 

CALCIO MODERNO - “Non faccio mai interviste, ma adesso parlo perché ho tante cose da dire. Il calcio è cambiato, molti colleghi non ci sono più e non ho riferimenti. La A paga gli agenti quanto la B i giocatori: scherziamo? In Inghilterra le regole sono diverse, in Italia ce ne sono ma non si applica: si prova solo a fregare l'altro con tante furbate. Ci hanno svuotato gli stadi e gli sponsor sono calati, ma ho dovuto pagare tutto lo stesso senza avere un euro dallo Stato. Sono spaventato, c'è chi sta peggio e tace. Chiudano pure il calcio, ma ci paghino i danni".

PANDEMIA - “Vedo cose vergognose. L'anno scorso la Salernitana ha vinto un tavolino con la Reggiana che non partì per la trasferta e adesso si è fatto fermare dalla ASL. Sento gente che vuole rinviare le partite. Sa chi lo dice? Gli “impiegati”, non quelli che mettono i soldi. Io faccio calcio per professione, invece in altri club decidono i funzionari: è il caso del Monza. Voglio impugnare la delibera dell'assemblea che ha varato lo stop. Si è convocata quest'ultima senza menzionare l'ordine del giorno, quindi è nulla. Io ho chiesto se erano pazzi: doveva poter giocare solo noi, abbiamo preso soldi dalle TV per ed è stata un'occasione sprecata”

POLITICA - “Politica? Draghi deve capire che le società sono imprese. Siamo sull'orlo del fallimento e speriamo in un miracolo nascondendo i problemi. Ci sono migliaia di dipendenti, impegni sociali da rispettare. Il Premier deve capire che soffriamo. Ci sorprendiamo quando leggiamo di plusvalenze, fallimenti, come erano una novità. Chi l'ha permesso? La Federazione! Le leghe non hanno più potere di controllo, si guardi la Salernitana”. 

CRISI - “L'unica speranza per non fallire è la promozione, in tanti ci sperano dopo quelle di Venezia e Salernitana. Tutti si indebitano, abbiamo perso 50 milioni di incassi. Proprietà straniere? Voglio vedere chi sono, da dove arrivano i soldi. In Inghilterra ti vivisezionano, qui arrivano sconosciuti con denari di chissà dove. Quando sono arrivato qui pensatovo Brescia fosse solo un hobby, invece mi sono affezionato. Mi trovo bene e ho investito tanto. La squadra è competitiva, possiamo vincere se i giocatori fanno quello che sanno. La bellezza della B è che possono trionfare in tanti, non solo chi spende”.

CALCIOMERCATO - "Mercato? Siamo in 28, giochiamo in 14. Dovremo vendere qualche giocatore anche bravo. Inzaghi vuole i trentenni ma io non sono d'accordo. Io ho messo in discussione il mister come metto in discussione sempre anche me stesso. Si sta formando ed è una persona perbene: gli allenatori mi stanno antipatici perché non hanno attributi, lui invece li ha. Ci scontriamo ed è deciso. Non voglio fare la formazione, ma voglio conoscere i motivi di certe scelte: se si perde, pago io. Both vogliamo la A, ma dobbiamo fare una politica da Brescia spendendo quel che possiamo e valorizzando i calciatori. Il nostro settore giovanile produce talenti tutti italiani, qui la terra è fertile e non per mio merito. Inzaghi deve capire che col trentenne puoi vincere, ma col giovane vai lontano.”

 

 

 


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