Calcio in chiaro, non c’è ancora accordo. Quarantena soft ok

Non c’è accordo tra le emittenti televisive e la Lega Serie A per trasmettere qualche partita in chiaro, come richiesto dal ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora. Il ministro ieri sera aveva prospettato un “ottimo accordo” vicino, parlando prima della finale di Coppa Italia, festeggiata nelle strade di Napoli con assembramenti che il Governo vorrebbe evitare proprio proponendo alcune gare in chiaro. Oggi, rivela Rai Sport, una rapida riunione dell’assemblea della Lega Serie A ha confermato la volontà dei club di lavorare, con le parti coinvolte per arrivare a trasmettere in chiaro due recuperi del turno con cui riprende il campionato, sabato e domenica, riducendo l’embargo delle tv non licenziatarie (Rai e Mediaset in primis) per riproporre le azioni salienti. Ma c’è ancora tanta incertezza su un possibile accordo.

Quarantena soft ok, c’è anche la firma dei ministri

La Serie A è pronta al ritorno in campo: stando a quanto rivelato da Sportmediaset, il Ministro della Salute e quello dello Sport hanno firmato l’atto amministrativo necessario e il Governo ha approvato la cosiddetta quarantena soft. Tradotto: in caso di positività al Coronavirus da parte di un membro del Gruppo Squadra sarà isolato soltanto lui, come avviene in Bundesliga, e non tutta la squadra, che resterà però in ritiro per due settimane. Inoltre se il giocatore risulterà negativo al tampone fatto poche ore prima del match sarà autorizzato ad andare a giocare le partite. Si tratta di un sistema che consente alle squadre di isolare gli eventuali contagiati ed evitare il pericolo di una seconda paralisi della stagione a campionato in corso. All’interno del protocollo fanno parte anche una serie di test sierologici a risposta rapida, per i quali si attende la validazione da parte del ministero della Salute non prima della prossima settimana.