Coronavirus, 5 gare a porte chiuse in A. In Spagna paura per l’Atalanta

L’allarme Coronavirus è arrivato in Italia con le notizie dei contagi anche nel nostro territorio. In virtù di questa emergenza, alcune partite del campionato italiano sono state rinviate e adesso si attende di sapere se il prossimo turno verrà disputato.

Cinque le gare a porte chiuse nel prossimo weekend – Sono cinque, allo stato attuale, le gare di Serie A destinate a giocarsi a porte chiuse nel prossimo turno, a causa dell’emergenza Coronavirus. Juventus-InterMilan-GenoaParma-SPALSassuolo-Brescia e Udinese-Fiorentina si disputeranno ma senza tifosi, poiché Torino, Milano, Parma, Reggio Emilia e Udine sono nelle regioni considerate “a rischio” per la vicinanza al focolaio che da qualche giorno sta diffondendo l’epidemia nata in Cina. Da valutare invece la posizione di Sampdoria-Verona, in programma lunedì 2 marzo, quando il decreto sarà esaurito.

Nelle aree interessate dall’emergenza Coronavirus le partite si disputeranno a porte chiuse. Lo ha detto il ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora ai microfoni del Tg2 al termine del consiglio dei ministri. “Sono già in vigore provvedimenti che vietano gli eventi fino a domenica prossima, inizialmente per la Lombardia, il Veneto e il Piemonte, ora con questo decreto del presidente del Consiglio dei ministri abbiamo allargato anche a Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Liguria. In queste regioni, resta il divieto di manifestazioni sportive, per alcuni eventi abbiamo dato la disponibilità a svolgerli a porte chiuse“. Spadafora ha sottolineato che il provvedimento “non è stato esteso al resto d’Italia perché non esistono le condizioni per prendere misure gravi“.

PAURA IN SPAGNA – Hermenegilda Vanaclocha, vicedirettrice di Epidemiologia e Vigilanza della Salute della Generalitat Valenciana, ha parlato così della prossima trasferta in Spagna dell’Atalanta, prossimo avversario del Lecce in campionato, per il ritorno degli ottavi di Champions: “Non sappiamo sinceramente se potranno muoversi e venire qui – ha detto a Onda Cero -. È la squadra di Bergamo e Bergamo è in Lombardia. Da qui al 10 marzo passeranno molti giorni, se me lo aveste chiesto la settimana scorsa avrei risposto molto diversamente. Si valuterà la questione con le due squadre, con il Ministero della Salute e vedremo cosa accadrà. Vero, ora a Bergamo non c’è nulla, ma resta da vedere, perché la città è in Lombardia, non in altre zone d’Italia“.