Il piacere di veder giocare un buon Lecce, davanti a quasi 4.000 tifosi giallorossi, arbitrato in maniera insufficiente e commentato da un telecronista apparentemente tifoso della Lazio. Partita poi decisa grazie ad interpretazioni cervellotiche del regolamento. Tutte a senso unico, ma non era quello del Lecce. Il calcio è bello anche per questi motivi. Almeno così dicono.

Andiamo per ordine: Liverani oltre agli infortunati Farias e Tabanelli, deve fare a meno anche di Filippo Falco, come anticipato ieri, vittima di un lieve infortunio nel corso dell’amichevole disputata a Roma giovedì. Dentro Babacar e con Tachtsidis nuovamente disponibile si ricompone il centrocampo con Majer e Petriccione. Ancora Meccariello sulla destra (ieri è stato dannoso rinunciare alla spinta di un esterno di ruolo su quella fascia) e confermato Lapadula davanti. Il Lecce ha deciso di aspettare la Lazio chiudendo tutti gli spazi, ripartendo in contropiede e se non fosse stato per errori davvero ingenui i biancocelesti difficilmente avrebbero sbloccato la partita. Contrariamente Mancosu & co. iniziavano a pungere. Dopo il vantaggio degli uomini di Inzaghi la risposta del Lecce è stata immediata con Lapadula, partita sull’1-1. Altra ingenuità difensiva, nuovo vantaggio della Lazio e ci può stare, 2-1. Non ci sta invece annullare il nuovo pareggio del Lecce. Mancosu si procura un calcio di rigore e stranamente non va lui sul dischetto per tentare la realizzazione, lascia il compito a Babacar che sbaglia ancora dagli 11 metri. E sono due. Se c’è un rigorista pressochè infallibile (Mancosu) perchè deve battere un altro? Misteri. Comunque sulla ribattuta del portiere Lapadula si avventa sulla sfera e realizza il 2-2. Festeggiamenti nel settore ospiti ed in campo. Poi accade l’inspiegabile: il direttore di gara, su indicazione del VAR, annulla la rete. Gelo! Il telecronista rivede le immagini al rallentatore, guarda anche il fermo immagine ma non riesce a dire che stanno facendo una porcheria ad annullarlo, senza neanche farlo ripetere. Tifoso della Lazio? Ma Sky non dovrebbe garantire l’imparzialità? Oltretutto chiama i giocatori del Lecce tutti Tachtsidis, di quelli della Lazio non sbaglia un cognome, complimenti. Lapadula ha i piedi fuori dall’area quando Babacar batte la massima punizione, anche se con il busto è dentro, mentre due giocatori della Lazio sono proprio all’interno sia con i piedi che con il busto. Il rigore, se non valido, andava ribattuto. Questo dice il regolamento e non c’è interpretazione che tenga.

Da lì in poi accade di tutto, perchè i giallorossi perdono sia la testa che le distanze tra i reparti, regalando agli uomini di casa ampie praterie ed altri due gol, di cui uno realizzato grazie all’assegnazione comica di un rigore. Sorvoliamo!

Il Lecce continuaa attaccare fino alla fine e dopo il gol di La Mantia (complimenti) ne sfiora altri. La gara termina con il risultato di 4-2, un punteggio immeritato scaturito da una conduzione arbitrale e conseguente interpretazione del regolamento molto discutibile.

Una sconfitta che precede i quindici giorni di stop per favorire le competizioni delle nazionali e che il Lecce utilizzerà per continuare ad allenarsi e recuperare gli infortunati.
Al rientro la rosa dovrebbe essere al completo ed affronterà il Cagliari, rivelazione del torneo.