Oggi nessuna ironia, solo tanta amarezza. Quello che resta di Crotone-Lecce

Dovrei scrivere il solito editoriale a punti che tanto piace ai lettori e poco agli addetti ai lavori, però per farlo ci vuole passione e voglia e oggi, dopo la partita di ieri, mi sento piuttosto scarico.

Leggo su Facebook che alcuni dirigenti, giornalisti, tifosi, opinionisti e guru sono entusiasti per il 2 a 2 maturato ieri allo Scida di Crotone. L’entusiasmo perverrebbe dal fatto che la squadra di Stroppa ad inizio anno avrebbe dovuto, stando alle dichiarazioni, puntare alla vittoria del campionato. Di fatto un pareggio contro una big della Serie B.

E ‘sti cazzi?

Pure il Lecce avrebbe dovuto fare un campionato discreto, stando alle dichiarazioni, e puntare ad una salvezza tranquilla. Poi però te lo ritrovi là, a due passi dal primo posto, e tu Liverani che fai? Resti umile. Metti Marino per Petriccione e consegni la partita nelle mani di un avversario che non avrebbe fatto paura nemmeno ad una squadra degli amatori pugliesi.

Il fatto che Modriccione stesse male significa solo che andava sostituito, non che andava sostituito con la fantasia di chi gioca bendato alla pentolaccia: chi prendo prendo. Invece qua le sostituzioni sembrano ciclicamente, ogni tot partite, un terno al lotto. “Chi mettiamo oggi?”, “ah, c’è Marino che sta fermo da un bel po’”. E poi adesso c’è pure l’altra storia che le sostituzioni a Lecce sono diventate due. Che forse da un lato è pure una cosa buona visti i risultati di certe giornate. Nel caso di ieri pure una sostituzione visto che l’altra era obbligata.

Ora proviamo a mettere dei punti saldi a questo discorso perché di passare per uno che odia Liverani non ne ho voglia. Già sono troppi quelli che pensano che siamo, o che sono, prevenuto. Questo però è sbagliato perché a Liverani vengono costantemente riconosciuti i meriti generici. I meriti di chi ha saputo tirare fuori i giallorossi dalla Serie C, di chi ha saputo valorizzare un parco giocatori “anonimo” e di chi ha saputo tirar fuori una stagione d’altissimo livello.

Poi però ci ritroviamo a commentare la singola prestazione. La singola partita. A volte la singola sostituzione. Una. Come quella di ieri che ha rovinato tutto. E sale la rabbia del tifoso che è in me. Forse si, non sono imparziale. Avete ragione voi. Voi che riuscite a razionalizzare tutto. Sono troppo tifoso. Non sono obiettivo e non vedo quello che molti altri riescono a vedere: il buono della gara di ieri. Non ce la faccio. Non c’è. Non lo vedo. Dove sta? Indicatemelo.

Una gara preparata alla perfezione. Nessuna sbavatura. Un solo piccolo errore in occasione della loro rete, poi è salito in cattedra il Lecce e si è guadagnato persino i complimenti di Benali. Tutto vero. Il Lecce gioca un bellissimo ed efficacissimo calcio, merito di Liverani. Poi si gioca tutto con una sostituzione senza senso. Merito di Liverani.

Majer, Haye, Felici, Pierno. Quattro centrocampisti in panchina e nessuno in campo per sostituire Petriccione. La logica di questa sostituzione ci sfugge, o forse fa il paio con la paura di subire il gol del pari. Come poi ci è stato ugualmente a causa del fatto che la squadra è arretrata di qualche metro.

Gira in rete e su Whatsapp una lista di partite che dimostra che tutte le volte che Liverani ha fatto la sostituzione di un centrocampista per un difensore poi il Lecce ha perso punti. Io queste sostituzioni me le aspetto da un Papadopulo qualunque. Uno che ha fatto della fase difensiva il suo marchio di fabbrica. Ma tu Liverani, che esprimi dal centrocampo in su un livello di gioco da 10, e dal centrocampo in giù un livello da 5, come ti viene in mente di difenderti a mezz’ora dalla fine della partita?

Commenta con Facebook