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Fiorentina-Lecce fa, e probabilmente farà, parlare di sé per i prossimi giorni, non solo per la grande vittoria dei salentini al Franchi contro una Fiorentina sempre più in crisi, ma anche per il rigore prima concesso e poi tolto alla Viola. Ecco il commento del noto telecronista Stefano Borghi nel suo ultimo video YouTube. 

Sul Lecce dopo la vittoria al Franchi

Dobbiamo parlare del risultato più scioccante della domenica: la Fiorentina, nella partita del “dentro o fuori”, ha perso in casa 1-0 contro il Lecce. Da una parte, complimenti al Lecce, che ha saputo sfruttare l’occasione: la squadra ha un allenatore che dà gioco, giocatori che possono — e devono — accrescere il proprio livello per potersi salvare in Serie A.

Ma la vera dimostrazione di forza sta nel fatto che, di fronte a una “preda sanguinante”, il Lecce non si è spaventato, non ha tergiversato: è andato ad azzannarla. Un risultato che dà ossigeno, punti e, soprattutto, prospettive da confermare e da corroborare.

fiorentina-Lecce pierotti gudmundsson

Il commento sul rigore

Era rigore? Sì — sottile, ma c’era. Le immagini evidenziano chiaramente il tocco sul movimento di Ranieri. Ripeto: un tocco leggero, però il contatto c’è, e Ranieri inciampa, finendo a terra.

La cosa che si fa più fatica a comprendere è il fatto che Rapuano assegni rigore sul campo. Noi parliamo spesso di centralità dell’arbitro, di quanto l’arbitro di campo sia quello che più di tutti può giudicare l’entità di un contatto o di un episodio. Non tutti i contatti, infatti, sono falli nel calcio — ma proprio per questo esiste la possibilità di un supplemento di indagine al VAR. Tuttavia, resta il principio: l’arbitro centrale è colui che meglio può valutare l’entità del contatto.

Ce lo siamo sempre detti. Poi, ogni settimana, arrivano direttive diverse: "eliminiamo i rigorini, interveniamo solo in casi specifici, lasciamo più gioco". Bene. Ma in questo caso il contatto è chiaro, l’arbitro lo vede e assegna il rigore. Il VAR però lo richiama all’on-field review — e qui torno a sottolineare il problema dei varisti in questa prima parte di campionato. Il mezzo è rivoluzionario e utilissimo, ma non lo si sta utilizzando nel modo migliore.

Secondo me, il VAR non era legittimato a consigliare la revisione: per quanto il contatto fosse sottile, discutibile o marginale, non c’è un chiaro errore nelle immagini. E allora, una volta che il VAR richiama l’arbitro al monitor, non capisco perché l’arbitro non abbia la personalità di confermare la propria scelta: le immagini mostrano il contatto, lo hai già giudicato da rigore sul campo, lo rivedi e il contatto rimane.

La revoca del rigore non è un alibi per la Fiorentina

La revoca del rigore, a mio avviso, è fuori da una logica comprensibile. Detto questo, l’episodio va citato più per analizzare le dinamiche — sempre complicate — nell’utilizzo di questo strumento, che non per dare un alibi alla Fiorentina. Perché sì, un rigore a cinque minuti dalla fine può cambiare qualcosa, ma un pareggio avrebbe cambiato relativamente poco.

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