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Gabriel: “Porta imbattuta? Mi interessa solo che vinca la squadra”

Scritto da Pierpaolo Verri  | 

Il portiere del Lecce Gabriel ha parlato in conferenza stampa. A seguire le sue dichiarazioni:

“Sto molto meglio, rinviando una palla ho sentito un risentimento alla coscia. Mi sono preoccupato ma i giorni di scarico sono stati ideali per il recupero, ora sto bene e mi allenerò con la squadra.
La crescita non è scontata, quando inizi la stagione con un allenatore nuovo e con giocatori nuovi ci vuole tempo. Siamo stati bravi a sfruttare il tempo insieme per creare la giusta sintonia il più presto possibile. Pensavo ci mettessimo più tempo ma la squadra si sta già formando. Fare fatica nelle prime partite era normale. 
Ora si parla tanto di numeri e clean sheet, a inizio anno si parlava degli attaccanti che segnavano poco. Nel calcio vince chi fa un gol in più. Fra perdere 4-3 e pareggiare 0-0 preferisco prendere tre gol e vincere, quello che conta sono i tre punti. Quello che conta è l’obiettivo finale, i clean sheet possono anche non arrivare
Sono molto onorato di vestire questa maglia, nella mia carriera è la prima volta che costruirsco qualcosa negli anni, questo per me conta tanto. La cosa più bella per me è vedere che si sta costruendo qualcosa a livello di squadra. La mia famiglia si trova bene a Lecce e io sono felice di allenarmi qui tutti i giorni. 
Cittadella? Sono uscito, mi sono scontrato con un mio compagno e un mio compagno ha salvato. È un gioco di squadra.
Sento di essere un leader nello spogliatoio, ho tante partite alle spalle. Mi ricordo quando arrivai al Milan, non parlavo la lingua e i grandi nello spogliatoio mi hanno dato una grande mano. A volte mi portavano anche a cena fuori per aiutarmi, questo per me ha fatto la differenza. Ho il piacere di aiutare i giovani in squadra per qualsiasi cosa, sono aspetti che per noi stranieri fanno tanto la differenza. 
Le partite storte possono capitare, siamo nel mezzo di un percorso nuovo. Le ultime partite ci hanno fatto capire che siamo sulla strada giusta ma nulla è scontato, dobbiamo approfittare della sosta per migliorare ancora di più sapendo che ancora c’è tanto da fare, non andava tutto storto quando abbiamo perso con Cremonese e pareggiato con il Como e non va tutto bene adesso dopo quattro vittorie.
Portieri si nasce o si diventa? È difficile dirlo, lo sono diventato ma a pensarci ci sono nato. Col tempo mi sono innamorato del ruolo ma non ho cominciato il mio percorso nel calcio in porta.