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Quando una piccola riesce a strappare punti ad una grande, fuori casa, con tanti assenti, tra indisponibili ed infortunati, non ci si può non emozionare né tanto meno aspettare che al risultato si possa abbinare la “qualità” della prestazione. O meglio, da parte del Lecce la qualità c'è stata ma va intesa come capacità di non arrendersi, di saper soffrire, di lottare su ogni pallone senza mollare mai un centimetro. E poi, Wladimiro Falcone, questo portierone ormai legato mani e piedi alla maglia ed al Salento, che para rigori e non solo, è reale, non è uno scherzo dell'immaginazione. Un incubo per gli avversari forse, questo si.

Il Lecce dopo una partita immensa ed infinita riesce a pareggiare contro la lanciatissima Juventus guidata da Spalletti; i giallorossi avevano il loro condottiero in tribuna ma un tarantolato e competente Fabrizio del Rosso in panchina. Soprattutto avevano in campo Lamek Banda di ritorno dalla Coppa d'Africa, in alcuni frangenti immarcabile per la retroguardia bianconera ed autore dell'uno a zero con un tiro dal limite dell'area di rara bellezza, potenza e precisione.

Iniziata la partita la Juventus ha fatto capire immediatamente che non avrebbe sottovalutato il Lecce ed ha pressato nei primi minuti riuscendo ad arrivare al tiro in maniera pericolosa, Falcone ha risposto presente. Di Francesco aveva deciso per una linea di difesa anomala, con l'esordio di Perez, il giovanissimo cileno, classe 2005, difensore centrale, adattato al posto di Veiga, reduce dall'influenza ed evidentemente non in perfette condizioni; il ragazzo contro una scatenato Yildiz è apparso un po' in difficoltà e dopo mezz'ora il Lecce aveva già rinunciato alle scelte iniziali ritornando sui suoi passi. Gaspar direttamente dal Marocco ha ripreso la sua posizione al centro accanto a Tiago Gabriel, mentre un ottimo Gallo ha presidiato la fascia sinistra annullando Conceicao. A centrocampo Ramadani insieme a Maleh davanti alla difesa, con Kaba un po' più avanzato mentre davanti è stato il turno del giovane Camarda dover sopportare il peso dell'attacco con Banda e Pierotti schierati sugli esterni. 

Il Lecce mantenendo sempre le giuste distanze tra i reparti e la compattezza ha cercato di soffrire quanto meno possibile, provando qualche sortita. Allo scadere il gol siglato da Banda ha fatto esplodere il settore ospiti dell'Allianz Stadium. 

Al rientro in campo, nei primi minuti, i giallorossi sembravano meno impauriti, un po' più sicuri, però un calcio d'angolo a favore, battuto in maniera pessima, ha scatenato una serie di eventi, tutti negativi, compresa una susseguente ripartenza sull'asse Gallo-Camarda con palla regalata ai bianconeri e dopo una serie di passaggi caotici una palla impazzita è giunta sui piedi di McKennie che a mezzo metro dalla porta ha deviato in gol. A questo punto la partita è cambiata completamente perche i bianconeri rinfrancati dal pareggio hanno iniziato ad attaccare con tutte le loro forze, usufruendo anche di un calcio di rigore dubbio, sul quale Falcone non si è fatto “fregare” ed ha parato da par suo. Il Lecce è passato al 3-5-2 con Ndaba aggiunto ai difensori centrali, mentre la Juventus immetteva sul manto erboso tutta la potenza di fuoco a disposizione. I giallorossi si sono difesi all'arma bianca e dove non è arrivato Falcone ci hanno pensato i pali. 

Commovente la prova di Ramadani, quella di Maleh, ma anche di Kaba che probabilmente aveva bisogno di essere sostituito e pur sbagliando tanto ha continuato a correre quasi sulle ginocchia. Il pareggio è stato il giusto premio ad un pomeriggio di sofferenza, giocato in emergenza contro una big in salute, a volte nel calcio le favole hanno un lieto fine.

La prossima sarà in casa, il giorno dell'Epifania, contro la Roma; altra big ed un altro pomeriggio che si preannuncia di sofferenza. E' il destino del Lecce in serie A quello di soffrire ma quando si gioisce lo si fa a 360% e possono capire quanto solo i veri tifosi giallorossi

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