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L'EDITORIALE DI VITTORIO MURRA

Rodriguez è una spina nel fianco ma Baroni deve fare un passo indietro

Scritto da Vittorio Murra  | 

Ho provato a cambiare idea ma continuo sempre a pensare che l'umore della piazza leccese su Marco Baroni dipenderà da quanti minuti in campo giocherà Rodriguez da qui fine stagione. Al momento ne conta 94, una partita intera più recupero, solo che lui ne ha giocate 6, realizzando pure un gol pesante contro l'Alessandria. Basta? No. Continuerà a fare panchina? Probabilmente si. 

CASO RODRIGUEZ: ECCO COSA E' SUCCESSO SUI SOCIAL NELLE SCORSE ORE

Prima di lui Eugenio Corini. Rodriguez non è mai stato veramente al centro del progetto tattico del Lecce. Questo anche se il talentuoso attaccante spagnolo sia riuscito ad essere veramente decisivo, soprattutto lo scorso anno, a partita in corso, risolvendo gare imbavagliate e prive di senso. 

Non basta però essere genio e sregolatezza per guadagnarsi un posto in paradiso. Questo è bene che il generoso Pablo lo capisca una volta per tutte prima che tra 15 anni girino articoli su di lui raccontandolo come un grande talento sprecato del calcio. D'altra parte “se era buenu lu Real a nui ni lu llassava” sta cominciando a trovare una sua giusta dimensione in questo periodo. In realtà il suo problema non è l'inadeguatezza tecnica rispetto al contesto, piuttosto quella mentale rispetto ad un gruppo solido ed equilibrato. 

Rodriguez è l'unico calciatore in Rosa a lanciare segnali sibillini all'ambiente. O prima di una gara, quando scopre dalla lavagna tattica che il suo nome è ancora tra i panchinari, o dopo una partita, meglio se finita senza il risultato pieno. Un modo per tastare il terreno di gioco, il suo, quello social-fan, e capire chi è dalla parte sua. Il punto è che i tifosi che gli strofinano gli scarpini non sono più da soli, sono spuntati quelli che la punta della scarpa da lucidare è la propria, lucidata per dargli un sonoro e sentito calcio nel sedere. Testa bassa e pedalare... Basta social”, scrive Marco. Cito per tutti. 

Rodriguez è uno che conta 26 (spezzoni di) gare tra i professionisti, tutte giocate nel Lecce. Qual è il curriculum che parla al posto suo? Quello della cantera madrilena? Che è stato il motivo per cui il Real lo ha lasciato partire con facilità? Tanta bravura ma evidentemente problemi ad avere a che fare con un carattere forte, sicuramente, ma non gestibile. 

Chi il curriculum ce l'ha, invece, resta in panchina aspettando il suo turno e profondendo il massimo impegno una volta in campo. Blin, partito titolare e oggi riserva; Meccariello, per il terzo anno partito come riserva e ieri titolare; Bjorkengren anche lui ragazzo con tanta voglia di giocare; Dermaku, difensore sceso dalla A; e poi Olivieri, Listkowski, Calabresi, Bjarnason, Vera, Bleve, Gallo e prima di lui Barreca. Chi di loro non vorrebbe scendere sempre in campo? E chi tra loro cerca di gettare fango sul gruppo o discredito sull'allenatore?

Perchè, vedete, cari tifosi, che il gioco del calciatore che lava i panni sporchi sui social, è proprio quello di muovere le acque quando sono quiete. Destabilizzare. Screditare. Mettere in bocca al tifoso scatenato la sacralità del gruppo. Ed il tifoso non deve perdere di vista di cosa è tifoso: del calciatore o della squadra? Farsi la domanda sempre: il calciatore non gioca perché è testardo l'allenatore (il secondo in due anni) o perché il calciatore non ha capito le regole del gioco?

IL PROBLEMA DI BARONI

Non c'è solo Rodriguez a non aver capito come ci si comporta. Qui sembrerebbe che anche Marco Baroni abbia manifestato una sorta di ostracismo nei confronti del calciatore. 

Se da un lato non lo vede come sostituto di Coda, ed evidentemente nemmeno di Strefezza e Di Mariano, legittimamente, dall'altro è anche vero che è compito suo trovare una soluzione adeguata. Rodriguez è un talento puro, in grado di fare la differenza, e patrimonio indiscusso della Società. Non trovargli una collocazione tattica, nemmeno temporanea nei solo 10 minuti in cui è in campo, costringendolo a fare un lavoro che non sa o non può fare, è autolesionistico. Oppure no. Oppure è volto a dimostrare la di lui inadeguatezza al contesto, come per giustificare con le sue stesse prestazioni il mancato impiego. 

Insomma. Privarsi di Rodriguez, senza adeguate alternative, perché in fondo Coda è l'unico attaccante a disposizione a questo punto, è certamente un autogol clamoroso. E non è detto che il mercato di Gennaio possa risolvere questo problema, nonostante i buoni propositi di Trinchera e Corvino o della stessa Società. Mi sembra corretto, a ‘sto punto, che i due si chiariscano veramente, e si vengano incontro, l’uno per soddisfare le esigenze dell'altro. Per il loro stesso bene.