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Il rinnovo di Wladimiro Falcone fino al 30 giugno 2029 produce anche un effetto contabile per il Lecce. Il costo storico del cartellino non cambia, ma la parte che al 6 ottobre 2026 non era ancora stata ammortizzata può essere distribuita sulla nuova durata contrattuale.

Falcone è diventato definitivamente un giocatore del Lecce nell'estate 2023. L'operazione viene ricostruita su una cifra di circa 4 milioni di euro, con una precedente scadenza fissata al 30 giugno 2028. Il nuovo accordo allunga il contratto di un'ulteriore stagione, fino al 2029. È proprio questo passaggio a modificare il piano di ammortamento.

Falcone, quanto restava da ammortizzare al momento del rinnovo

Il principio contabile è semplice: il costo sostenuto per acquisire il diritto alle prestazioni di un calciatore viene distribuito lungo la durata del contratto. In caso di rinnovo anticipato, il nuovo piano prende come riferimento il valore netto contabile residuo alla data del prolungamento e lo distribuisce sulla nuova durata.

Applicando un criterio lineare pro-rata temporis ai dati disponibili, al 6 ottobre 2026 il valore residuo del cartellino di Falcone può essere stimato in circa 1,407 milioni di euro. Questa cifra, e non nuovamente l'intero costo da 4 milioni, viene dunque spalmata fino al 30 giugno 2029.

Come cambia l'ammortamento di Falcone nel 2026/27

Senza rinnovo, nella stagione 2026/27 il costo del cartellino avrebbe inciso per circa 811 mila euro, secondo la nostra ricostruzione.

Con il prolungamento firmato il 6 ottobre, la quota complessiva stimata per il 2026/27 scende invece a circa 592 mila euro. Una parte dell'ammortamento maturato tra luglio e il giorno del rinnovo resta naturalmente legata al vecchio piano; dal 6 ottobre in avanti entra in gioco la nuova durata contrattuale.

La quota viene spostata fino alla stagione 2028/29

L'effetto continua negli esercizi successivi. Per il 2027/28 la quota stimata passa dagli oltre 800 mila euro che sarebbero stati previsti con il vecchio contratto a circa 514 mila euro.

La parte restante, circa 513 mila euro, viene invece portata sulla stagione 2028/29, nella quale con la precedente scadenza al 2028 il cartellino sarebbe già risultato completamente ammortizzato.

Il Lecce non risparmia sul cartellino: cambia la distribuzione del costo

Il rinnovo non riduce il costo storico dell'operazione Falcone. Il Lecce continua ad avere come base un investimento di circa 4 milioni di euro. Cambia però il modo in cui il valore residuo viene distribuito nei bilanci successivi. In termini gestionali, il prolungamento permette quindi di alleggerire l'incidenza annuale dell'ammortamento nelle prossime due stagioni, rinviando una parte della quota al 2028/29.

L'operazione ha così due effetti distinti: sul piano sportivo il Lecce allunga il controllo contrattuale sul proprio portiere; sul piano contabile ridetermina il piano di ammortamento del valore residuo del cartellino.

Nota bene Le cifre indicate sono stime redazionali di PianetaLecce costruite sul costo di acquisizione noto, sulle date contrattuali disponibili e su un criterio lineare pro-rata temporis. I valori effettivamente iscritti nel bilancio del club possono differire in presenza di ulteriori costi capitalizzati, rettifiche o elementi non pubblicamente disponibili.
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