header logo

È un 2003, ma la qualità non ha età: solo il tifoso da bar guarda i nomi, preferirebbe magari Fabregas a Berisha...

2 settembre 2022. Durante la conferenza stampa conclusiva del primo mercato estivo in Serie A, Pantaleo Corvino si fece scappare quella che, sin da subito, apparì come un’investitura verso un diciottenne da poco approdato in Italia.

A dire il vero, Berisha non si era neppure consacrato con la Primavera. Approdato nel mercato invernale dallo Young Boys, aveva disputato agli ordini di Grieco 13 partite, siglando 2 gol. Certo, aveva collezionato già presenze in Youth League con gli svizzeri ed in Italia si era presentato con un gol da centrocampo ai danni del Pescara, tuttavia non aveva ancora compiuto il percorso di Gonzalez.

Corvino ci aveva visto lungo. Prima il ritiro agli ordini di Baroni, poi l’annata in Primavera con il 10 sulle spalle e Coppitelli in panchina: 39 partite, 11 gol, 4 assist e uno Scudetto da protagonista.

Per arrivare alle prime presenze in Serie A: dagli ingressi con Inter, Milan, Sassuolo alla titolarità contro Atalanta e Napoli. Una settimana fa, invece, la gioia più grande: la convocazione con la nazionale maggiore albanese per EURO 2024, oggi confermata.

Medon Berisha

Il 2 settembre 2022 Medon Berisha era un diciottenne pronto a disputare il campionato Primavera 1 come centinaia pari età. Oggi è un calciatore da Serie A col valore impennato in seguito alla convocazione per gli Europei, l’unico giallorosso oltre a Pongracic e Ramadani.

Ironia della sorte, Fabregas, utilizzato come esempio simbolico, non è più un calciatore: ha intrapreso un percorso da allenatore nel Como e sarà avversario del Lecce nella prossima stagione.

Il succo del discorso è un altro. Corvino è riuscito a vedere oltre, puntando sulle giuste potenzialità ed esponendosi pubblicamente. Il tempo gli ha dato ragione ed ora ha in casa uno dei prospetti più importanti sul panorama europeo. 

Checco Lepore a PL: "Non sapete cosa darei per giocare la A con il Lecce"
Incredibile a Frosinone, Angelozzi punta ancora su Di Francesco