PARLA IL MISTER

Baroni: “Hjulmand resta. Se aspetto un centrocampista? Corvino è attento”

Scritto da Filippo Verri  | 

Marco Baroni ha parlato in occasione del Festival del Calcio Italiano. Le sue parole sono state riportate da TMW.

La ripresa è un'incognita?
"Non mi piace parlare di incognita anche se è stata una cosa anomala per tutti. Ora arriverà il mercato e c'è chi usufruirà di questa sessione, il pensiero del Lecce va solo a lavorare per migliorare i giocatori che abbiamo. Il nostro mercato è lì dentro. Abbiamo una società attenta, il mio compito e della squadra è quello di lavorare per farci trovare pronti a una ripartenza non facile. Siamo un gruppo giovane, queste sfide ci stimolano".

C'è chi è favorito dalla sosta?
"Non credo. Chiaro, noi ad esempio venivamo da un momento di squadra in fiducia e con risultati importanti. Però non mi piace cercare alibi, anzi voglio sempre migliorarmi con squadra e staff. Per noi anche questo è un esame nuovo, si riparte e subito con sfide difficili e ravvicinate".

Che ne pensa del paragone Messi come Maradona?
"Sapete che perdere un amico è sempre un dolore. Ieri rivedere tutto quel pubblico allo stadio, le sue immagini, il modo in cui Napoli ha festeggiato... Se lo meritava, Messi è un grande campione e abbiamo visto una partita bellissima, spot per il calcio. Fino all'ultimo la coppa passava da un lato all'altro, alla fine l'ha conquistata chi ci ha creduto di più".

Le è piaciuto questo Mondiale?
"L'avevo un po' predetto, valutando due cose: alcune squadre hanno potuto lavorare un mese, un mese e mezzo, altre neanche dieci giorni. Avevo messo l'Argentina tra le favorite, usano il nostro stesso sistema di gioco, il 4-3-3, ed ero curioso di capire come avrebbero messo in campo tutta quella qualità. Un'altra partita meravigliosa è stata Francia-Inghilterra. Non eravamo climaticamente abituati al Mondiale sul divano con tanto di coperta...".

Il Lecce gioca meglio dell'Argentina?
"(ride, ndr) Siamo giovani e dobbiamo portare in campo le idee, l'entusiasmo, il desiderio di misurarsi con club e calciatori importanti e di qualità. Tornando all'Argentina, la mia curiosità era sulla gestione dei campioni, di Messi, Di Maria, e devo fare i complimenti per come ci sono riusciti".

Cosa significherebbe Scudetto al Napoli?
"Sono anni che mi chiamano e ho sempre detto che il Napoli stava costruendo. E quest'anno hanno messo dentro ancora... La storia si può ripetere. Ci sono i presupposti tecnici, di squadra, di compattezza, un allenatore esperto e importante. E poi producono un calcio che è internazionale. Chapeau".

Chi preferirebbe allenare tra Messi e Mbappe?
"Sono differenti. Messi è uno di quei talenti che vedi fin da piccolo, Mbappe ha potenza, velocità e destrezza. Sono diversi e bravissimi, Messi si meritava questo trofeo per tutto ciò che ha fatto".

Teme le big su Joan Gonzalez?
"Il percorso del Lecce è questo, la strategia è lavorare sui giovani per portarli all'attenzione dei grandi club. Sapevo di Joan, lo avevamo in casa, lui si è fatto trovare pronto al momento giusto, riuscendo a cogliere l'occasione con mentalità e serenità. Sono contento, deve lavorare a testa bassa ma lo fa perché è un ragazzo serio".

Hjulmand rimane?
"La società non se ne priverà adesso ed è giusto così, anche per i ragazzi che inizino un nuovo percorso da inizio stagione. Io li alleno e so che hanno la maturità per palcoscenici importanti perché si conquistano tutto col lavoro".

Aspetta un centrocampista?
"Il direttore è attento, se c'è un'occasione la coglierà".

Le piacerebbe Zerbin?
"Bravissimo, un ottimo giocatore".

Quanto sarà la quota salvezza?
"Queste quattro gare saranno importanti, abbiamo scontri diretti che determineranno anche questo. Penso gara dopo gara, vincere è complicatissimo per le squadre piccole in questo campionato".