Quella di Kaba non è un'autogiocata: Calvarese d'accordo sul rigore
La moviola dell'ex arbitro internazionale sull'episodio clou di Juventus-Lecce
Il Lecce esce dall’Allianz Stadium con un pareggio per 1-1 contro la Juventus, conquistando un punto di enorme valore non solo per la caratura dell’avversario, ma anche in vista del mese particolarmente impegnativo che attende i giallorossi, con tantissimi big match e due dei suoi giocatori migliori assenti.

La partita
Il Lecce soffre a lungo, rischiando anche di passare in svantaggio dopo un palo dei bianconeri, ma trova un gol tanto inaspettato quanto prezioso al primo tiro in porta, grazie a Banda. L’inizio della ripresa è complicato: dopo dieci minuti McKennie ristabilisce la parità e la Juventus va a un passo dal sorpasso con un calcio di rigore assegnato per un tocco di mano in area di Kaba. A tenere in piedi i salentini è ancora una volta uno straordinario Falcone, che neutralizza il penalty calciato da Jonathan David. Il forcing finale della Juventus non produce altri effetti e il Lecce riesce a difendere con ordine un punto pesantissimo.
Il tocco di mano di Kaba
L’azione contestata nasce da una conclusione di un calciatore bianconero che, in area di rigore, colpisce prima il piede di Kaba e poi la sua mano, tenuta in posizione visibilmente larga. La revisione al VAR è veloce e Collu assegna il penalty. Intervenuto in diretta su DAZN, l’ex arbitro Luca Marelli si è detto d’accordo con la concessione del calcio di rigore, pur non condividendo la motivazione fornita dall’arbitro Collu.
Il pensiero di Calvarese
L'ex arbitro internazionale analizza su Tuttosport la direzione di gara di Collu, ed è d'accordo sull'assegnazione del calcio di rigore. Il braccio di Kaba, infatti, è troppo alto, per parlare di autogiocata: “L’episodio clou del match arriva a metà secondo tempo, in occasione del tocco di braccio di Kaba, davvero alto: netto il rigore”.
L'autogiocata
Non si parla di calcio di rigore quando il pallone finisce sulla mano in seguito a un rimpallo ravvicinato o a una deviazione involontaria, la cosiddetta autogiocata, a patto che il braccio sia in una posizione naturale e coerente con il movimento del corpo. Il rigore, invece, viene correttamente assegnato se, anche dopo l’autogiocata, la mano è tenuta in modo da aumentare il volume del corpo in maniera non giustificata, risultando larga o non congrua rispetto all’azione.








